«L’Asl invia pazienti alle cliniche anziché all’ospedale di Volterra»

A Piombino la Asl ancora senza risposte

«Volterra ha un ospedalpubblico di qualità, ma la Asl Toscana Nord Ovest non lo utilizza come dovrebbe. Anzi. Riduce le liste di attesa per interventi di piccola e media intensità rivolgendosi alle strutture private. È inaccettabile». Il sindaco di Volterra Marco Buselli non la manda giù. È tutta la legislatura che si batte per valorizzare l’ ospedale di Volterra. È salito pure sulla torre per difendere i servizi sanitari pubblici. E ora
che sta per togliersi la fascia tricolore di primo cittadino (le elezioni comunali sono ormai alle porte), si ritrova tra le mani una direttiva della Asl Toscana Nord Ovest che lo fa andare su tutte le furie.Il documento parla chiaro. La Asl Toscana Nord Ovest ha un budget destinato alle strutture private accreditate e ha deciso di dirottarci alcuni interventi di chirurgia generale, ortopedia, urologia e oculistica. Per fare alcuni
esempi concreti. Sono ernie, colecistectomie laparoscopiche, protesi al ginocchio, fratture del femore, cataratte.
Un nucleo centralizzato, con sede nell’Ospedale Apuane, telefona ai pazienti delle liste di attesa e propone un intervento nelle strutture private accreditate con tempi molto più veloci che nelle strutture pubbliche. I criteri per i contatti sono legati al tempo di attesa e al fatto che al paziente non sia in corso l’iter di preospedalizzazione. La direttiva della Asl Toscana Nord Ovest si rivolge a tutti i responsabili di presidio, è datata 19 marzo 2019, la firma è della direttrice generale Maria Letizia Casani.
Ma il sindaco Buselli non la manda giù per due motivi. Uno di carattere etico: «La Asl è un ente pubblico. Ha il compito di offrire servizi sanitari e non può fare da tramite per un ente privato che offre gli stessi servizi».
L’altro di carattere pratico: «Anche l’ ospedale di Volterra ha la chirurgia generale, l’ ortopedia, l’urologia, l’ oculistica. E ce la potrebbe fare. Ha personale sanitario e macchinari sufficienti per ridurre le liste di attesa. Dunque che bisogno c’è di mandare i pazienti per interventi di piccola e media intensità nelle strutture private?», si domanda Buselli.
E non c’è solo il problema liste d’attesa. L’ospedale di Volterra sembra come finito nel limbo. Lavora da tempo a scartamento ridotto. Le due sale operatorie sono poco utilizzate. Il laboratorio di analisi lo stesso. Il pronto soccorso non ha lautomedica di notte. E nessuno sa che fine abbia fatto il protocollo firmato in Regione un anno fa con il presidente Enrico Rossi. Quel giorno a Palazzo Strozzi Sacrati non c’era solo il sindaco Buselli per Volterra. C’erano anche i rappresentanti degli altri quattro comuni dell’Alta Val di Cecina (Castelnuovo,
Montecatini, Monteverdi e Pomarance).
All’epoca fu proprio il presidente Rossi ad annunciare da queste colonne che avrebbe incontrato il sindaco di Volterra. Dava come scadenza l’ estate 2018. È passato quasi un anno, ma evidentemente non c’era modo di prendere impegni. Tutto finito nel dimenticatoio. «Sarà che ora con le elezioni nessuno vuole esporsi su un tema così
delicato, ma è insopportabile non sapere ancora quale sarà il futuro dell’ospedale», chiude Buselli.

Fonte: Il Tirreno Pisa

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