L’Asl corre ai ripari. Ecco la «task force» Cup

Maria Teresa De Lauretis, direttore generale Asl Toscana Nord Ovest

Si fa riferimento al vocabolario dei militari per risolvere il problema della gestione del servizio Cup nell’Usl Toscana Nord Ovest. E istituisce una “task force” per rimettere mano al problema del Cup 2.0, il nuovo programma che doveva azzerare code e disagi e che invece ha finito per raddoppiarli.
La direzione non si era nascosta dietro un dito e già al secondo giorno di introduzione del programma in via sperimentale nella provincia di Massa-Carrara, seguita da Viareggio, aveva ammesso le difficoltà. Però dalle prime dichiarazioni sembrava si trattasse di problemi dovuti all’impianto delle novità su una macchina rodata ma sotto sforzo costante. Al terzo giorno, con un lieve calo delle code bibliche delle prime 48 ore, si parlava già di problema risolto.
Non era così. I problemi hanno continuato ad accumularsi, non solo al Noa, ma anche nei distretti maggiori di Massa e Avenza. I lavoratori raccontavano, e raccontano, di turni che si prolungano, di code infinite, di programmi che non si parlano tra di loro. Evidentemente non era un’esagerazione.
Era passata dagli occhi dei dirigenti una relazione del direttore dell’area che metteva a fuoco tutti i problemi esistenti. L’errore più imbarazzante quello del taglia code, in funzione soltanto al Noa, capace di far sì che per una prenotazione, soprattutto se fatta al telefono, i passaggi per un paziente arrivassero a essere tre. E ognuno di questi si rivelava una strettoia con code e attese in fila allo sportello o con l’orecchio attaccato alla cornetta.
Nel documento che sancisce la formazione della task force si fa presente la «necessità di una rivisitazione tenendo conto delle criticità che sono emerse nell’ultimo mese in particolare su Massa, ma anche su Viareggio e Cecina, alla luce dei rilevanti cambiamenti organizzativi e tecnologici quali l’avvio del Cup 2.0». Il sistema è stato varato il 20 marzo, dopo due mesi di sperimentazione l’Usl reagisce. Forse una reazione tardiva per un esperimento condotto sulle spalle di pazienti e lavoratori.
I compiti specifici della task force saranno di individuare soluzioni organizzative e tecniche per il superamento delle criticità per l’accesso agli sportelli amministrativi, per le code agli sportelli, per i tempi e costi per prenotare al call center, per il sistema di gestione dell’elimina code, per la funzionanlità del cup 2.0, le modalità di pagamento e utilizzo delle casse automatiche, il supporto del personale di sportello per le indicazioni professionali e tecniche, la formazione rivolta a operatori e cittadini. Insomma, tutto ciò che era stato segnalato
negli ultimi mesi.
Della task force faranno parte 13 componenti, di cui 3 soltanto per l’ambito territoriale di Massa e comincerà il suo lavoro giovedì, il primo di giugno. Ogni mese, per i primi quattro, dovrà effettuare un rendiconto delle attività realizzate e del monitoraggio.

Fonte: Il Tirreno Massa Carrara

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