La spesa ospedaliera per le medicine continua a crescere

La spesa farmaceutica ospedaliera in Toscana non rallenta. Dopo un anno difficilissimo come il 2016, con la nostra regione che è stata la peggiore d’ Italia per questa voce, il 2017 non va meglio. Anzi. A gennaio, e marzo si è registrato un incremento consistente rispetto agli stessi mesi dell’ anno scorso, in entrambi i casi in doppia cifra (prima superiore 15% e poi del 10%). Febbraio invece è stato quasi stabile (+0,5%). Comunque sia, lo sperato recupero rispetto all’ anno scorso è distante. La spesa farmaceutica ospedaliera vale circa 500 milioni di euro, e cioè è una voce molto importante per il bilancio regionale. Tra l’ altro anche la spesa territoriale non starebbe andando bene, come invece avveniva un tempo. Del problema si è parlato nei giorni scorsi in assessorato ma la difficoltà è venuta fuori anche venerdì a Pisa, dove c’ è stata una riunione di tutti i vertici delle aziende ai quali sono stati presentati i nuovi dati del Laboratorio Mes del Sant’ Anna. In quell’ occasione l’ assessore alla Salute Stefania Saccardi ha spiegato che nei suoi uffici vengono svolti incontri frequenti per discutere del problema e trovare correttivi. Sono stati anche aperti dei tavoli tecnici per discutere con i professionisti e gli esperti del settore. La politica è quella di agire sia sulla prescrizione, e quindi sull’ appropriatezza, che sulla contrattazione dei prezzi con i produttri. Proprio quattro giorni fa fa l’ Estar, l’ ente che si occupa degli acquisti per la Regione e le Asl, ha annunciato di aver concluso una gara per l’ approvvigionamento di medicine costose, come sono la maggior parte di quelle ospedaliere, grazie alla quale si potranno risparmiare circa 66 milioni rispetto allo scorso anno. Più o meno potrebbe essere un modo per riassorbire l’ aumento di spesa tendenziale che si vede in questi mesi, anche se tornare ai livelli del 2016 non sarebbe comunque un grande successo visto che quell’ anno non è andato bene. In questo momento la Toscana avrebbe bisogno di migliorare il risultato dell’ anno scorso, non di confermarlo. Per questa ragione la riduzione della spesa passa anche attraverso altre azioni, oltre a quella messa in atto dall’ Estar. A rendere il futuro preoccupante, c’ è anche la situazione nazionale, se non mondiale. Si va infatti incontro all’ immissione sul mercato da parte delle industrie farmaceutiche di medicinali sempre più costosi, ad esempio quelli contro certe forme di cancro. Per questo la prospettiva è quella di vedere esborsi sempre più alti da parte dei sistemi sanitari che vogliono assicurare i nuovi prodotti ai propri cittadini. Da più parti si chiede all’ Agenzia del farmaco, Aifa, di svolgere con grande attenzione la fase di contrattazione dei prezzi con l’ industria e anche quella del riconoscimento della reale innovatività delle molecole per le quali viene chiesta l’ autorizzazione. Tra i tanti prodotti utili, infatti, ne finiscono anche altri che non migliorano molto le cure ma che comunque, essendo nuovi, vengono fatti pagare moltissimo.

Fonte: La Repubblica Firenze

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