La ricetta di Scaramelli: «Investimenti sul personale e taglio dei dirigenti»

Il presidente commissione Sanità a confronto con i dirigenti toscani

Liste di attesa, personale e sistema di emergenza-urgenza. Stefano Scaramelli, presidente della commissione regionale Sanità, fa il punto della situazione arrivato a metà mandato, soffermandoci sulle criticità del sistema sanitario toscano. “Abbiamo preteso dal governo regionale che le attese diminuissero – afferma il consigliere regionale – Per il momento è arrivata una risposta dalle chirurgie. L’obiettivo è di non andare oltre i quindici giorni, acquistando anche prestazione intramoenia, se necessario. La sanità pubblica non può essere più lenta di quella privata e le indicazioni che arrivano mi sembrano positive”.Scaramelli non si ferma qui: “Meritano attenzione anche la diagnostica e le visite specialistiche. Per le urgenze non si devono superare i 7 giorni, mentre se uno dovesse essere preso in carico dai privati, il rimborso non può andare sopra i 30 giorni. Tutte queste questioni devono riguardare l’intera comunità toscana, indipendentemente dal luogo di residenza”.
A monte delle direttive fornite, Scaramelli ponte l’accento sul rapporto medico-paziente: “Non si può pensare che a delineare il quadro di una persona in lista di attesa sia un call center. Nei casi non urgenti, al di là che i 30 giorni rimangono un limite invalicabile, è comunque necessario l’intervento di una professionista per le relative spiegazioni”. Un passaggio che per il presidente della III commissione presuppone un investimento sul personale: “La valorizzazione dei professionisti è fondamentale. Si devono aumentare orari e giorni di lavoro e se necessario, va utilizzata la “produttività aggiunta” in accordo con i sindacati. Gli organici, che per giunta vanno rinforzati, non sono un costo ma un investimento”.
Una ricetta che prevede la disponibilità di fondi. “Per iniziare tagliamo qualche dirigente, che hanno alti costi a fronte di scarsa produttività – puntualizza Scaramelli -. Alcuni, con la riforma sanitaria ormai entrata in funzione, non hanno più senso di esistere. Con questa azione, il risparmio da qui a fine legislatura sarebbe di 2,5 milioni di euro”.
L’ultimo punto affrontato da Scaramelli riguarda il sistema di emergenza-urgenza: “Non va scardinato ma potenziato. Il volontariato svolge un ruolo importante, ma sono necessari anche nuovi medici. I giovani, per esempio, potrebbero essere inseriti nei pronto soccorso per far esperienza. Stiamo parlando comunque di correzioni. Lo smantellamento non ha senso”.

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2 risposte a “La ricetta di Scaramelli: «Investimenti sul personale e taglio dei dirigenti»

  1. A me sembra tanto fumo negli occhi, intanto con meta’ ospedale vuoto, dobbiamo sperare in una grazia, o una disgrazia, per un posto letto, poi le liste d’attesa, poi il non funzionamento di molte parti della struttura, o il cattivo e spesso errato, sia come diagnosi che come organizzazione che come disastroso approccio al paziente, la non chiarezza da parte di alcune figure interne, la difficolta per i parenti a capire che devono fare, Ho visto a volte anche personale sia infermieristico che medico cercare di dare il meglio di se con tutte le loro forse, ma se il resto non va , non puoi farcela, anche la stessa portineria e’ tutto un quiz, , e fra ps e reparti non c’e comunicazione, lgli esami strumentali, pochi e difficilmente esaustivi,, insomma per le mie esperienze personali tutte documentabili un disastro,,,,, aggiungo che le mie segnalazioni sono state gia inviate ai livelli alti che silenzio stampa buonasera

  2. A Nottola sono andata in più occasioni a protestare presso l’ufficio relazioni con il pubblico per le lunghe attese per effettuare esami :per fare i prelievi sono state messe e disposizione solo due infermiere. Due mesi fa, al Pronto Soccorso eravamo in 29 persone e solo 1 medico. Il responsabile del servizio dovrebbe vergognarsi. Licenziate “il surplus “

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