La lobby del primario arrestato e le campagne partite da Firenze

Guido Fanelli, primario Anestesia Parma

Quando c’ erano problemi “scientifici” da risolvere, quando bisognavano organizzare i rapporti con l’ industria, Firenze diventava una città fondamentale. Grazie al “procacciatore”. Nell’ inchiesta su Guido Fanelli, il “luminare” della terapia del dolore finito ai domiciliari nella maxi inchiesta di Parma su una associazione a delinquere finalizzata tra l’ altro alla corruzione e riciclaggio, il capoluogo toscano era fondamentale. In particolare grazie al ruolo di Bruno Cammi, anche lui denunciato dai Nas. Con la sua azienda, la Pls Educational, si occupa di comunicazione, marketing, organizzazioni di eventi, corsi di formazione. Ma Fanelli non si rivolge a lui soltanto per tutto questo. Lo cerca quando, escluso dalla commissione ministeriale sulla terapia del dolore, deve creare un’ associazione (prima si chiama Gircd e poi Pinhub) come “strumento di potere nei confronti delle aziende farmaceutiche e delle politiche fortissimo”.
Si confronta quando ci sono da risolvere questioni sempre care ai produttori. È quanto accade nel luglio del 2015. In quei giorni proprio Cammi contatta Fanelli perché viene a sapere che l’ Aisd (Associazione italiana per lo studio del dolore), ha predisposto un modello informato per i pazienti che assumono oppioidi. Si scateba l’ agitazione dell’ imprenditore e del professore, oltre che delle aziende farmaceutiche. “Potrebbe dar luogo a interpretazioni veramente negative e dannose”, dice Cammi. Si teme che un documento del genere faccia ridurre le prescrizioni. “A questo bisogna rompergli i coglioni però non posso farlo io”, dice Fanelli riguardo al collega che ha scritto il consenso. E allora cosa si pensa di fare? Mettere in campo un’ altra creatura di Cammi, cioè Impact (la cui segreteria è presso la sede della Pls), un’ associazione che e organizza ogni anno un maxi convegno e per i Nas prende regolarmente fondi dall’ industria. Membro del comitato scientifico è l’ ex preside di Medicina Gianfranco Gensini. Viene interpellato per scrivere il documento contro il consenso. Impact si occupa anche di organizzare il campus “Niente male” rivolto a giovani medici per conto dell’ azienda Angelini. Gensini è nel board scientifico.
“Fa cazzate perché gli allungano qualche migliaia di euro e lui è tutto contento”, dice Fanelli. Si tratterebbe di un impiego regolare, visto che l’ ex preside non è indagato. Fanelli spiega una delle attività del suo amico fiorentino a un’ altra persona: mette a disposizione delle aziende farmaceutiche diversi professionisti pubblici: “Ha inventato un mestiere che mancava! Ha nel suo portafoglio dieci-­quindici opinion leader. È un procacciatore”. Professori e primari che con le loro prese di posizione su farmaci e dispositivi condizionano le prescrizioni dei colleghi e quindi il business dell’ industria.

Fonte: La Repubblica Firenze

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