«La fuga dei cervelli dalle Scotte? Scelte ponderate dei professori»

Ranuccio Nuti, Pro-Rettore Università d Siena

«Desidero precisare circa l’ indifferenza con la quale ho trattato il tema delle ‘fughe da Siena’», fa sapere il professor Ranuccio Nuti, prorettore con delega alla sanità dell’ Università di Siena, dopo la dura critica da parte dell’ Associazione Noi Siena sull’ atteggiamento con cui l’ ateneo avrebbe lasciato fuggire dalle Scotte alcuni professionisti, ultimo dei quali il professor Petraglia. «Indifferenza certo non è stata ­ replica Nuti ­. Ho accettato la delega alla sanità con preoccupazione e con lo spirito di contribuire al mantenimento delle eccellenze che l’ Università è stata in grado di fornire al Sistema sanitario nazionale. La nostra Università ha vissuto in un recente passato un periodo non facile: non era possibile per motivi di rigore finanziario bandire concorsi per personale docente e questo ha rallentato il processo di rinnovamento. Quel momento è stato superato e lo dimostrano i numerosi ruoli che nel corso dell’ ultimo biennio sono stati acquisiti». E ancora: «Desidero precisare che due dei professionisti che hanno deciso di accogliere le proposte altrui erano al momento del trasferimento dipendenti dal Sistema sanitario nazionale. A uno in particolare era stato fatto presente che il Dipartimento di Scienze mediche, chirurgiche e neuroscienze avrebbe bandito un concorso per un ruolo di II fascia di Chirurgia Toracica, cosa che è avvenuta nel 2016. Credo che le motivazioni al trasferimento fossero altre e che l’ offerta di un ruolo di primario nell’ ospedale del capoluogo regionale fosse non facile da rifiutare: evidentemente l’ attesa per ricoprire lo stesso ruolo all’ Aous, dopo la vincita del concorso universitario, vale a dire dopo 12 mesi, era considerata dal professionista eccessivamente lunga». E qui si legge la spiegazione della partenza del professor Voltolini, seguita da quella di Trabalzini, andato da le Scotte al Meyer: «Non indifferenza la mia quindi ­ continua Nuti ­, ma volontà precisa del medico di accogliere altre proposte per il proprio percorso professionale, nonostante io abbia tentato di convincerlo. Per l’ altro professionista, dipendente dell’ Aous, non ritengo che l’ ateneo e il sottoscritto potessero svolgere un ruolo quando nel 2015 ha deciso di trasferirsi a Firenze». Quindi si arriva a Petraglia: «Leggo ­ dice Ranuccio Nuti ­ che ‘sarebbe rimasto volentieri a Siena ove ne avesse avuto la possibilità’. Il professor Petraglia è stato a Siena direttore della Uoc ginecologia e ostetricia, direttore del Dai Materno Infantile, direttore della scuola di specializzazione in Ostetricia e Ginecologia: credo che null’ altro potesse essere fatto per trattenerlo a Siena. Forse poteva rimanere in qualità di rettore, ma questo non credo abbia molto a che vedere con la ‘fuga di cervelli’».

Fonte: La Nazione Siena

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