La cura per le liste d’attesa

Simona Dei, direttore generale Asl Toscana Sud Est pro-tempore

Azienda sanitaria di area vasta e Azienda ospedaliera senese fanno squadra, mettendo a disposizione reciprocamente i loro professionisti medici, gli specialisti: nello specifico i clinici delle Scotte andranno, su richiesta dei colleghi del territorio della Toscana Sud Est, nei 13 presidi dell’Asl, per consulenze, interventi e attività ambulatoriali. Azienda ospedaliero­-universitaria Senese e Azienda Usl Toscana Sudest hanno infatti firmato un accordo di collaborazione per il biennio 2018­2019, con l’obiettivo appunto di unire forze, competenze e risorse per migliorare qualità e sicurezza delle cure tra ospedali e territorio.
«La sfida della sanità di oggi ­- entra nel dettaglio Simona Dei, direttore sanitario Usl Toscana Sud Est -­ è nel garantire il diritto del cittadino ad usufruire e trovare soddisfazione, una risposta nelle liste di attesa a casa propria, in prossimità di dove vive. E’ un insieme di opportunità alla base di questo accordo: è capitato in passato che l’ospedale di Siena abbia usufruito del nostro personale, chiaro è che è più facile che siano i clinici dell’ospedale, i professionisti dell’alta specializzazione dell’Università di Siena, ad essere chiamati a spostarsi sul territorio, andando ad integrare l’ assistenza di questo».
Va detto che questo nuovo accordo di area vasta va a riunire le tre convenzioni già esistenti fra l’
ospedale senese e le tre precedenti Aziende sanitarie, di Siena, Arezzo e Grosseto. E si articola in
quattro aree: attività di collaborazione e consulenza; specialistiche su casi di urgenza e necessità;
specialistiche ambulatoriali e diagnostiche; strumentali e di laboratorio. Il tutto in un’ ottica di
collaborazione a rete, integrando con tempi e modi condivisi e con frequenza concordata, le attività
assistenziali: una sorta di ‘team multidisciplinare e interaziendale’ per affrontare le problematiche
complesse del paziente, direttamente negli ospedali e nelle strutture territoriali. Non è più il paziente
che si sposta ma sono i professionisti che si spostano all’ interno della rete degli ospedali dell’ area
vasta e si prendono cura della persona.
«Va detto ­- ancora Simona Dei ­- che l’ospedale delle Scotte è per Siena ospedale di primo livello, poi
via via che ci sia allontana diviene di secondo livello, per arrivare a Grosseto e Arezzo, dove sono i
nostri ospedali, ad essere riferimento di terzo livello. L’ azienda sanitaria ha 13 ospedali nella Toscana
Sud e questa collaborazione ci garantisce di poter usufruire in tutte le nostre strutture di un supporto di
alta specializzazione, proveniente da Siena appunto. Il primo clinico di riferimento per il paziente resta il
dottore che trova nell’ospedale di zona, che può richiedere però la consulenza esterna di uno specialista.
Interventi che si sostanziano in consulenze, ma anche in interventi chirurgici, lettura di esami. Un tempo
venivano spostati pazienti anche in gravi condizioni, oggi magari è il radiologo che si reca dal paziente
presso l’ospedale dove è ricoverato. E non si tratta di una prevalenza specialistica della competenza
dell’esterno sul primo clinico, ma di integrazione, collaborazione reciproca».

Fonte: La Nazione Siena

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