«La centrale del 118 di Grosseto torni immediatamente operativa»

La chiusura della centrale del 118 di Grosseto torna al centro della polemica. Sono i sindacati questa volta a suonare la carica per una protesta che è destinata a durare a lungo.«Nei giorni scorsi ­- sottolineano i segretari provinciali Claudio Renzetti (Cgil), Fabrizio Milani (Cisl) e Roberto Franceschetti (Uil)­ – il direttore generale dell’Asl Toscana sud est ci ha comunicato che la centrale 118 di Arezzo,
che avrebbe già dovuto essere chiusa in seguito al piano aziendale di razionalizzazione, continuerà a svolgere le
proprie funzioni. Poi è intervenuta un’ulteriore novità: la Regione sta pensando d’istituire una nuova “Agenzia per l’emergenza” che coordinerebbe le centrali del 118 staccandole dalle Asl. Dal nostro punto di vista – ­aggiungono i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil ­- è evidente che non c’ è chiarezza di visione e che si sta procedendo per strappi, con continui cambi di direzione che inseguono il consenso di chi urla più forte. L’unica costante è la riproposizione di grandi strutture centralizzate a livello regionale, senza alcuna garanzia rispetto all’efficacia in termini operativi e all’efficienza in termini di riduzione di spesa». A questo punto, quindi, Cgil, Cisl e Uil di Grosseto ritengono «motivato l’immediato ripristino dell’operatività della centrale 118 di Grosseto. D’altra parte la centrale del capoluogo, fra le prime in Toscana ad essere autorizzata al volo notturno, è sempre stata un punto di eccellenza nella rete regionale di emergenza urgenza, e crediamo che fatti e comportamenti dimostrino che bisogna restituire alla provincia di Grosseto il proprio polo di emergenza urgenza. Non essendo ragionevolmente accettabile nessuna altra soluzione». «Il modo in cui è stata gestita la vicenda del servizio di emergenza urgenza, in questo senso, è paradigmatico dell’approssimazione e della aleatorietà che hanno caratterizzato l’intero processo di aggregazione delle Asl provinciali nella Toscana del sud ­ proseguono i sindacalisti, e di come è stata gestita la partita della riorganizzazione dei servizi, che, come ci era stato spiegato, aveva per obiettivo la riduzione dei costi e l’innalzamento della qualità».
Rispetto al servizio di emergenza/urgenza giova ricordare «che era stato sancito ­- concludono i sindacati ­l’obiettivo di un’unica centrale regionale del 118. Poi ci sono state le sollevazioni di sindaci e territori in tutta la Toscana.
Quindi si è optato per una centrale in ogni area vasta».
Chiaro che per Cgil, Cisl e Uil non è «accettabile nulla di meno che il ripristino dell’operatività della centrale 118 di Grosseto, che oltretutto conta su professionalità di alta fascia ed è stata una delle più efficienti anche nel rapporto tra costi di gestione ed efficacia degli interventi. Nonostante il sottodimensionamento di personale e mezzi rispetto alle altre realtà regionali».

Fonte: La Nazione Grosseto

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