«La burocrazia soffoca il San Luca. Attese in sala operatoria e più costi»

Ospedale San Luca di Lucca

Si potesse riavvolgere il nastro. Quasi quattro anni del nuovo ospedale San Luca non hanno cancellato la nostalgia ­ anzi ­ dello storico Campo di Marte. Dopo il presidente dell’ Ordine dei Medici, Umberto Quiriconi, anche il dottor Cosma Volpe, stimato medico oculista e vicepresidente dello stesso Ordine, dice la sua. Senza filtri. «Se potessi tornare indietro, al Campo di Marte? Sì, certo che lo farei». E spiega: «Non è in discussione la struttura del San Luca, anche se da semplice cittadino contribuente mi stupisco del fatto, ad esempio, che non vedo impianti fotovoltaici e che noto spesso persone impegnate a far manutenzione su un ospedale nuovo ­ premette ­ Il punto è che da questo tipo di ospedale, pensato come struttura adatta al modello di cure per acuti, discende un’ organizzazione che presenta molte criticità». I motivi? «Il primo è che manca il presupposto necessario e sufficiente. Puoi realizzare un ospedale per acuti se hai un territorio che risponde alle esigenze dei malati meno gravi  con una medicina territoriale che funziona, su cui l’ azienda sanitaria investe. Altrimenti, succede quello che sta accadendo: tutti, malati più o meno gravi indifferentemente, si riversano al San Luca che si rivela piccolo, insufficiente. Ed è caos». L’altro motivo per cui non funziona? «Si investe più in burocrazia che nel personale che, al contrario, viene tagliato. I percorsi che i pazienti devono fare sono infiniti, ne escono disorientati, protocolli lunghissimi di pre ospedalizzazione. Le attese si moltiplicano anche per noi medici. In sala operatoria tra un intervento e l’ altro i tempi morti si dilatano. Le energie si disperdono di fronte ai computer, alle codifiche, nelle spole tra un ufficio e l’ altro. In più succede che nei momenti di emergenza, ad esempio il picco influenzale, alcuni letti della chirurgia vengano destinati alla medicina». Era emerso tempo fa anche il problema della mancanza di materiale medico, è ancora così? «Con la maxi Asl e un unico primario su 5 divisioni è sempre più difficile riuscire a interfacciarsi anche per trasmettere le esigenze. Capita così che vengano a mancare colliri, o protesi. Sono solo due esempi. Gli strumenti al San Luca sono ottimi e le difficoltà che percepiamo non si riflettono sui pazienti, piuttosto sull’ efficienza del sistema. Sulle attese del personale, che oltretutto hanno un costo per l’ azienda, e su quelle del paziente». Dietro l’ angolo c’ è una novità non da poco, che andrà a pesare ancora una volta, sulle tasche del contribuente. «La Regione ha approvato una delibera con cui alcune tipologie di intervento attualmente in day hospital saranno convertiti in ambulatoriali.
Cosa cambierà? «Domanda pertinente. Niente. A parte il fatto che ci sarà da pagare un ticket, mentre il day hospital era gratuito».

Fonte: La Nazione Lucca

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