L’ Asl ricorrerà contro il maxi-risarcimento ai medici

Nell'Asl centro riduzione delle visi

Condannata a pagare 10 milioni di retribuzione accessoria arretrata, è molto probabile che l’Asl Toscana Centro ricorrerà in Appello contro la decisione di primo grado del giudice di lavoro di Pistoia. Una vicenda annosa dall’ esito che, almeno dopo la prima sentenza, ha davvero del clamoroso. Anche perché l’attuale azienda ha solo ereditato la patata bollente, nata e conclusa quando ancora non esistevano le maxi-Asl di area e la sanità era governata a livello provinciale, nel caso di Pistoia dall’Asl 3. Tuttavia, sebbene non coinvolta direttamente, anche questa direzione che ha come baricentro Firenze, non viene risparmiata dai sindacati dei medici e, di fatto, il contenzioso sugli stipendi dei medici pistoiesi sottostimati, è rimasto in piedi anche col cambio di Asl e di direzioni aziendali. Ricordiamo che la cifra di 10 milioni da restituire è stata calcolata dall’Intersindacale, e allegata agli atti processuali, partendo da una stima indicativa di un milione da restituire ogni anno nei dieci anni di contenzioso, che vanno dal 1998 al 2007. Il ricorso era stato presentato nel 2011 da 337 medici e veterinari che hanno lavorato nell’Asl 3 in quei dieci anni, senza mai percepire in busta paga la retribuzione accessoria, per le quali le altre Asl avevano costituito un fondo da cui attingere. Fondo che, invece, è stato utilizzato dall’Asl 3, sempre secondo le accuse dei medici, per le nuove assunzioni.La conseguenza è stata che i medici dell’ospedale e delle altre strutture sanitarie di Pistoia risultano avere le retribuzioni più basse, almeno a livello toscano.
«A fronte di un incremento della dotazione organica di oltre cento medici negli anni dal 1998 al 2007 – ha scritto l’Intersindacale medica riepilogando la vicenda – l’azienda non ha, infatti, parimenti incrementato i fondi contrattuali per la retribuzione accessoria come previsto dai vari contratto nazionale di lavoro. In tal modo ha utilizzato tutte le risorse presenti per finanziare i nuovi assunti a scapito della valorizzazione economica delle posizioni professionali dei singoli dirigenti medici (posizione variabile aziendale)».
«Questa posizione-imposizione dell’azienda ha prodotto i suoi effetti nefasti negli anni a seguire fino ad oggi e soprattutto da quando le leggi succedutesi dal 2010 hanno bloccato i rinnovi contrattuali ed ogni possibile incremento dei fondi stipendiali – prosegue l’ Intersindacale – Anzi, ad ogni riduzione di personale è corrisposta una riduzione dei fondi. I ricorrenti hanno chiesto di accertare il loro diritto ad ottenere la rideterminazione dei Fondi aziendali destinati al finanziamento della retribuzione accessoria in quanto non incrementati annualmente in seguito all’ incremento di personale, come previsto dalle norme dei contratti succedutisi a partire dal 1996».

Fonte:Il Tirreno Pistoia

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