Intramoenia, Rossi cambia rotta. Rimborsati gli interventi salvavita

Il presidente toscano incalzato dai sindacati

La lista d’attesa per gli interventi chirurgici per interventi di «particolare complessità e delicatezza» è troppo lunga? Le Asl pagheranno al paziente i costi dell’operazione in libera professione intramoenia, per gli interventi oncologici, cardiochirurgici e neurochirurgici. Si tratta di numeri ridotti, ma la scelta della Regione Toscana ha un significato politico storico: da un lato sembra chiudere la crociata del governatore Enrico Rossi contro
l’intramoenia, dall’altro appare come la definitiva ammissione della doppia velocità tra regime istituzionale e libera professione, malgrado dal 2009 sia in vigore una delibera regionale che, in teoria, sancirebbe una lista d’attesa unica per pubblico e privato.È il principale provvedimento assunto con una delibera di giunta, approvata mercoledì e annunciata ieri, che interviene sui tempi d’attesa in chirurgia. Del resto, dall’ultimo rapporto dell’Agenzia Regionale di Sanità, i dati sui tempi d’ attesa in chirurgia non sono confortanti e il bilancio del 2017 rispetto al 2016 vede un peggioramento in più di una disciplina. Il tempo di attesa più frequente (in statistica si dice «valore mediano») per il tumore maligno del colon è di 24 giorni contro i 22 del 2016. Lieve miglioramento per il cancro al seno, da 30 a 29 giorni. Bene sul tumore alla tiroide, da 29 a 23 giorni, mentre per la prostata, si passa da 49 a 39 giorni ma lo standard è ancora lontano dall’obiettivo: le norme nazionali prescrivono infatti che un paziente malato di cancro non debba
aspettare oltre i 30 giorni per essere operato e questa soglia potrebbe presto essere abbassata a 21
giorni.
Sul fronte cardiologico, peggiorano i tempi d’attesa per le angioplastiche coronariche, da 7 a 12
giorni, quanto alla rimozione della colecisti, l’attesa in Toscana è di 66 giorni, come nel 2016,
mentre per un’ernia addominale le liste sono salite da 79 a 87 giorni. Ma è l’ ortopedia la disciplina più in difficoltà: la mediana d’attesa per la protesi all’anca è di 44 giorni contro i 46 del 2016, ma l’ospedale di Fucecchio (a cui si rivolge il maggior numero di pazienti) scivola da 322 a 347
giorni.
Per questo, la delibera dell’assessore alla salute Stefania Saccardi interviene anche su settori che
rappresentano «una particolare criticità»: in questo caso si parla di «prestazioni aggiuntive», ovvero
straordinari pagati ai chirurghi in regime pubblico.
L’operazione, che dovrebbe scattare entro il 30 settembre, prevede anche che le Asl dovranno attivare
una task force per ottimizzare l’ uso di sale operatorie e posti letto, per evitare vuoti. «Lo dico a
chi parla di una presunta privatizzazione della sanità toscana ­ tuona il governatore Rossi ­- le operazioni in intramoenia rappresentano solo lo 0,58% del totale (1.437 contro 244.500 in regime . pubblico, ndr ). Sfido chiunque a trovare una Regione con percentuali così basse». «Sull’intramoenia è un’inversione di logica ­- dice Carlo Palermo, del sindacato medico Anaao – Apprezziamo il provvedimento che dimostra che certe posizioni ideologiche del passato sono superate». Da parte sua, il presidente della commissione sanità del Consiglio regionale, Stefano Scaramelli (Pd), chiede di «aumentare i fondi»: «Ènecessario investire sulla produttività aggiuntiva (gli straordinari, ndr ). I nuovi dati dimostrano che c’è ancora molto da fare».

Fonte: Corriere Fiorentino

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