Indagato per corruzione il capo di gabinetto del Governatore Rossi

Un’indagine per corruzione legata alla richiesta di voti in cambio della vittoria nella selezione interna
per medici psichiatri dell’ allora Asl pisana, ora Nord­Ovest. Non manca molto alla chiusura
dell’ inchiesta della procura di Pisa sul capo di gabinetto del governatore Enrico Rossi, Ledo
Gori, il medico Alfredo Sbrana e il direttore sanitario della Asl Mauro Maccari. Gli
accertamenti sono iniziati nel 2015, ai tempi della campagna elettorale per la Regione. Gli
indagati hanno saputo di essere coinvolti
dall’avviso di proroga degli indagini per 6 mesi
spedito tempo fa dalla pm che si occupa del caso, Flavia Alemi. Tutto ruota intorno alla psichiatria dell’
azienda. Nel 2014 andò in pensione il vecchio primario, Corrado Rossi, e la Asl decise di
assegnare degli incarichi di unità funzionale, delle cosiddette sod e cioè unità semplici, a tre
professionisti. Sbrana venne indirizzato all’ spdc, cioè alla reparto psichiatrico ospedaliero
che si trova a Pisa, i colleghi Paolo Marinari e Fabrizio Lazzerini alle strutture territoriali.
Successivamente, nel 2015, si decise di nominare un facente funzioni di primario. I direttori generali delle Asl possono dare quell’ incarico con una semplice delibera, senza fare alcun bando visto che si tratta di un ruolo a termine, in
attesa dell’ espletamento di un concorso. In quel caso Maccari, che era commissario a Pisa prima della
nascita della grande azienda Nord­Ovest, decise invece di fare una selezione interna basata sui
curricula dei medici che volessero partecipare.
Alla fine venne scelto Sbrana. Secondo gli accertamenti di Guardia di finanza e procura, probabilmente
mossisi dopo una segnalazione anonima, quella selezione fu però falsata, ritagliata cioè sul profilo del
professionista poi scelto.
Lo stesso medico prima delle elezioni sarebbe stato contattato da Ledo Gori, che per 10 anni è stato il
capo segreteria di Rossi assessore alla Salute e quindi conosce benissimo il sistema, in particolare
quello della zona pisana da dove proviene, il quale gli avrebbe proposto di votare un candidato del Pd
al consiglio regionale, Ivan Ferrucci (che tra l’ altro poi non è entrato). Secondo chi indaga, quella
proposta sarebbe legata all’ esito della selezione per il posto di facente funzioni di capo della psichiatria
della Asl e quindi si perfezionerebbe il reato di corruzione. I tre indagati sono già stati sentiti dai
magistrati. Alla chiusura delle indagini non mancherebbe molto. E tra l’ altro poprio in questo periodo si
deve svolgere il concorso per il primariato di psichiatria a Pisa. Ora che si sa dell’ inchiesta il lavoro per
i commissari sarà complicato.
Ieri il procuratore capo Alessandro Crini ha precisato che all’ indagine «è completamente estraneo il
presidente della Regione ». Da parte sua Rossi ha deto che Ledo Gori «è indagato come può capitare.
Non ho dubbi, come tutti coloro che lo conoscono, sulla sua onestà e correttezza». Il capogruppo di
Forza Italia in Regione, Stefano Mugnai, chiede a Rossi una risposta scritta sulla vicenda. «Se l’
inchiesta dovesse confermare le accuse, allora si avrebbe la rappresentazione plastica di quanto
abbiamo sempre denunciato quando parlavamo di una sanità toscana che serviva per produrre
consenso attraverso pratiche clientelari, di una sanità qui più che altrove asservita a logiche politiche»,
dice.

Fonte: La Repubblica Firenze

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