In tutta la Toscana 8.000 camici in corsia ma ne mancano 500

Sono circa 500 i medici ospedalieri che mancano al sistema sanitario toscano a sentire il principale sindacato della categoria, l’Anaao. Ieri il presidente del consiglio Matteo Renzi ha annunciato lo stanziamento di fondi dedicati proprio alle assunzioni e alle regolarizzazioni del precariato in sanità. I rappresentanti dei lavoratori iniziano a fare un po’ di calcoli. Se per i camici bianchi al momento non esistono piani per accrescere gli organici, per gli infermieri in Toscana c’è invece un progetto già avviato. Sta per concludersi il maxi concorso che all’inizio dell’anno prossimo dovrebbe consegnare una graduatoria di un paio di migliaia di professionisti. Saranno assunti al ritmo di circa 500 all’anno per tre anni, secondo i progetti della Regione, così da contrastare i cali di organico e assicurare un turn over.

«I medici ospedalieri in Toscana sono circa 8mila – spiega Claudio Civitelli responsabile dell’Anaao regionale – Secondo i nostri calcoli ne mancano circa 500 per avere organici completi. Le carenze non si sentono tanto nei policlinici e nelle grandi strutture in generale ma in periferia, negli ospedali più piccoli, dove talvolta ci sono troppo pochi colleghi ad assicurare la copertura dei turni di lavoro. Speriamo che gli stanziamenti da Roma servano a sbloccare la situazione».

La Toscana negli ultimi due anni ha attuato un piano di prepensionamenti che ha ridotto il numero dei lavoratori, è vero però che da noi il precariato è molto meno diffuso che in altre regioni, sia tra i medici che soprattutto tra gli infermieri. Questo vale soprattutto per i contratti di tipo interinale.

Gli infermieri rappresentano la maggior parte dei circa 50mila dipendenti del sistema sanitario regionale, sono infatti oltre 30 mila. «Intanto ci interesserebbe un piano per arrivare alla sostituzione dei lavoratori assenti per lunghi periodi – dice Alice d’Ercole della Funzione Pubblica della Cgil regionale – Le carenze ci sono e si vedono, i servizi in certi casi non si riescono a reggere più». Come per i medici, anche per gli infermieri, fa notare d’Ercole, ha un grosso peso sui carichi di lavoro il nuovo orario imposto dall’Europa, che per come è costruito richiede più personale nelle corsie. Prevede infatti riposti più lunghi e allo stesso tempo turni che non possono essere lunghissimi. «È difficile dire quanti sono gli infermieri che mancano in Toscana, perché non esistono più le piante organiche – dice sempre la sindacalista – Di certo il dato è superiore a quello dei medici, che è del 5-6%. E poi non ci scordiamo che i problemi riguardano anche altre categorie, come ad esempio i tecnici radiologi e di laboratorio».

Per migliorare stabilmente la situazione dei reparti, sempre secondo Alice d’Ercole, non sono sufficienti i finanziamenti. Sarebbe necessario anche che il Governo rimuovesse il limite posto alla spesa per il personale. «A causa di quanto deciso per legge alcuni anni fa, questa spesa al momento non può essere superiore a quella del 2004 ridotta dell’1,4%. In questo modo anche se si sbloccano risorse finisce che le assunzioni non possono essere fatte perché si supererebbe quel limite. E le promesse di stanziare soldi in più restano soltanto chiacchiere».

Fonte: La Repubblica

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