In Toscana laureati nei pronto soccorso

Nuovi rinforzo per i pronto soccorso toscani

La Toscana corre ai ripari. Per far fronte alle carenze di personale nei pronto soccorso, in “grave sofferenza di organico, sia per i medici sia per gli infermieri”, la Regione ha dato il via libera all’assunzione di laureati in medicina ancora privi di specializzazione, da formare e assumere con contratti libero professionali “formazione lavoro”. La misura è contenuta in una delle due libere approvate dalla Giunta, che ha formalizzato questa soluzione per rispondere all’importante aumento degli accessi registrati nel 2018, oltre un milione e mezzo. Le nuove forze-lavoro, che faranno esperienza direttamente nei reparti emergenza-urgenza, saranno individuate su laureati con età non superiore a 35 anni. Il percorso formativo dovrebbe avere la durata di due anni e sarà supervisionato da un board tecnico coordinato dal direttore del Dipartimento di emergenza-urgenza dell’Asl Toscana centro.
L’altra deliberazione, sempre mirata a contenere le necessità, è l’indizione di procedure concorsuali per la copertura di posti a tempo indeterminato nei profili di dirigente medico nella disciplina di medicina interna (ed equipollenti). In questa caso è prevista una clausola per l’assegnazione temporanea a un pronto soccorso per un periodo non inferiore a due anni (accompagnato da un periodo di addestramento on the job), e non superiore a tre anni, salvo diversa volontà degli interessati a prolungare la permanenza in pronto soccorso.
In attesa di comprendere se i provvedimenti porteranno i benefici sperati, dai sindaci medici, impegnati da tempo in una trattativa con la Regione per fronteggiare questa emergenza, son già arrivate le prime prese di posizione. Le perplessità più forti sono verso la misura sui neolaureati. “La delibera della Toscana certifica la smobilitazione che colpisce il sistema sanitario nazionale – sottolinea Flavio Civitelli, segretario regionale Anaao Assomed -. L’unica risposta corretta è l’assunzione di medici specialisti con contratto di dirigente medico pubblico. Questo oggi non è possibile per le scellerate scelte dei Governi nazionali che non solo non hanno programmato i fabbisogni di specialisti, ma sembrano voler spingere le Regioni verso una precarizzazione selvaggia del sistema che porterà alla privatizzazione della sanità pubblica nel giro di 2-3 anni. Per questo chiediamo alla Regione Toscana, di assumere un impegno politico forte che garantisca uno sbocco sicuro che porti i neolaureati alla specializzazione e quindi all’assunzione nel SSN nel rispetto della Normativa europea”. Sulla stessa lunghezza d’onda Morando Grechi, segretario regionale Cimo, “é chiaro che i nostri pronto soccorso non possono essere lasciati vuoti, ma al di là di questa azione estemporanea, il problema va risolto a monte. Non c’è programmazione a livello nazionale e il Ssn è sottofinanziato”, e Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao Assomed: “La scelta della Regione di assumere neo laureati con contratto di formazione lavoro ha un senso solo se finalizzata all’acquisizione del titolo di specialista, altrimenti appare solo come una precaria toppa low cost”.
Secondo le stime più recenti, negli ospedali toscani c’è un fabbisogno di 147 posti di dirigente medico di “medicina e chirurgia d’accettazione per i servizi del sistema di emergenza urgenza regionale”. Il concorso pubblico di fine 2018 relativo a questa disciplina ha già esaurito la graduatoria, mentre quello di Estar per 19 posti a tempo determinato non è ancora stato espletato.

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