In fila per il tampone davanti al Pizzetti: «Nessuna privacy»

Polemiche al presidio grossetano

Erano sette o otto persone, in fila davanti al cancello del Pizzetti, in via Cimabue. Una dietro all’altra, in attesa di essere sottoposti al tampone per il Covid. Sette o otto persone che hanno avuto contatti con alcune persone risultate positive al coronavirus e che necessariamente dovevano sottoporsi all’accertamento che, anziché all’ interno della struttura, è stato effettuato sulla strada, davanti al cancello.Una scelta, questa, dettata probabilmente dal fatto che la struttura il sabato mattina è chiusa. Una scelta che però ha fatto andare su tutte le furie una delle donne che ieri mattina si è presentata dove essere stata chiamata dall’ Asl davanti al cancello che si affaccia su via Cimabue. «Credevo che ci facessero entrare – spiega – invece siamo stati tenuti fuori dal cancello, sotto al sole, senza che fosse stata installata una struttura, una tenda, o anche solo un ombrellone. Senza nemmeno un separé. Insomma, chi passava in quel momento per la strada ha potuto vederci tutti e ha potuto così sapere che stavamo facendo il test per il Covid».
La donna, ieri mattina, ha protestato anche con il personale e ha poi chiesto anche l’intervento dei carabinieri perché una delle altre donne che erano state chiamate come lei per essere sottoposte al test, stava riprendendo tutta la scena con il proprio cellulare. «Le ho detto di smettere – dice – i carabinieri al telefono mi hanno spiegato che avrei potuto dirle di cancellare il video e così è stato. È stata una situazione surreale, durante la quale la nostra privacy è stata completamente calpestata proprio in quella sfera della vita, quella sanitaria, che più di ogni
altra dovrebbe essere tutelata». L’Asl, durante il periodo dell’emergenza aveva scelto di effettuare i tamponi con il sistema del “Drive – Thru”, ovvero direttamente dal finestrino dell’auto sulla quale arrivavano le persone che dovevano essere sottoposte all’ accertamento. «Ieri mattina non ci hanno fatto il test in auto – dice ancora la donna – ma per strada, senza la minima tutela». L’Asl, interpellata dal Tirreno, si è limitata a spiegare che il sabato mattina gli ambulatori e gli uffici del Pizzetti sono chiusi.

Fonte: Il Tirreno Grosseto

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