Il vicesindaco Celesti attacca. «Liste di attesa da tagliare»

Anna Maria Celesti, vicesindaco di Pistoia

Il Comune di Pistoia ha una ricetta per abbattere le liste di attesa, almeno quelle per le visite specialistiche e gli esami. «Bisogna fare come l’Asl Toscana Centro ha già fatto a Firenze: fare accordi con operatori accreditati e/o convenzionati e del privato sociale ed aprire anche a loro le liste di attesa dell’Asl.Solo così possiamo riportare sotto controllo davvero la situazione». Chi parla è Anna Maria Celesti, vicesindaco e assessore a sociale e salute della giunta Tomasi. Esponente di Forza Italia ma prima di tutto medico, Celesti ha lanciato la proposta nell’ultima riunione della commissione comunale sanità.
«In fondo ­- ha detto Celesti ­ a Pistoia una esperienza del genere l’abbiamo già vissuta nel 2006,
quando ad accumulare grandi ritardi furono le mammografie. Un’esperienza che ora va ripetuta, per
abbattere i tempi di attesa almeno in questo settore».
Perché i tempi di attesa di visite ed esami, a Pistoia, sono un problema da affrontare. Questo, almeno, è
quanto pensano i membri della commissione sanità, che sul punto hanno manifestato piena sintonia con
la mozione presentata nei giorni scorsi dai consiglieri Pd Mario Tuci e Carla Breschi, che denunciava
tempi clamorosamente lunghi in prestazioni come colonscopie e visite cardiologiche. Mozione alla quale
l’Asl Toscana Centro ha subito replicato sostenendo che si tratta di “rilevazioni datate e che non
rispecchiano la situazione attuale”.
Tuci, presentando la sua mozione in commissione, ha ribadito la sostanziale validità della
preoccupazione sui tempi lunghi. Breschi ha identificato una delle cause di questa difficoltà dell’ Asl a
star dietro alla domanda di esami al «deficit strutturale di personale» che affligge la sanità pistoiese e
che si può quantificare in una sessantina di medici in meno rispetto al necessario. Celesti ha portato
altra legna al fuoco, sottolineando che il problema delle liste di attesa lunghe è nato nel 2000 e da allora
non ha fatto che peggiorare, anche perché l’Asl di Pistoia, che ha avuto ben 6 direttori generali in 15
anni, ha sempre applicato i tagli richiesti dalla Regione e chiuso i conti in pari.
Celesti si è impegnata a portare avanti la battaglia per l’apertura delle liste di attesa ad operatori
esterni, con l’eventuale appoggio degli altri Comuni, all’interno della Società della salute. «Non ha
competenze dirette ­ ha spiegato Celesti ­ ma può ben far sentire la voce dei cittadini». Per intanto il
vicesindaco ha chiesto che la commissione consiliare convochi a stretto giro per una audizione i
dirigenti locali dell’Asl, i sindacati, i rappresentanti del privato sociale. E poi chiami in Comune il
direttore generale dell’Asl.

Fonte: Il Tirreno Pistoia-Montecatini

(Visto 53 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *