Il sindaco attacca Rossi: «L’ospedale di Volterra è stato dimenticato»

E' scontro tra il sindaco di Volterra e l'Asl

«Le due sale operatorie sono utilizzate poco. Il laboratorio di analisi lo stesso. Il pronto soccorso non ha l’ automedica di notte e, se possono, mandano i pazienti del 118 a Cecina e a Pontedera. Inutile girarci intorno. L’ospedale di Volterra lavora a scartamento ridotto. Non funziona come potrebbe funzionare». Manca meno di un mese alle elezioni comunali. Marco Buselli è due legislature che si batte per valorizzare l’ospedale di Volterra. Ora però sono finiti i tempi di salire sulla torre. Buselli sta per togliersi la fascia tricolore di primo cittadino. Ma prima di salutare non rinuncia a lanciare l’ennesimo allarme.«L’ospedale di Volterra è finito in un limbo. Sarà che con le elezioni nessuno vuole esporsi su un tema così delicato, ma è insopportabile non sapere ancora quale sarà il futuro dell’ospedale», dice al Tirreno. Non è bastata la firma del protocollo in Regione, un anno fa, insieme agli altri quattro comuni dell’Alta Val di Cecina (Castelnuovo, Montecatini, Monteverdi e Pomarance).
Il rilancio dell’ospedale sembrava dietro l’angolo. «E invece non è cambiato niente. Enrico Rossi e Stefani Saccardi ci dovevamo richiamare per rendere operativo il protocollo, ma non si è rifatto vivo nessuno», dice Buselli.
All’epoca fu proprio il presidente Rossi ad annunciare da queste colonne che avrebbe incontrato il sindaco di Volterra. Dava come scadenza l’estate 2018. È passato quasi un anno, ma evidentemente non c’era modo di prendere impegni. Ora ci mancava pure la storia della Asl di Pontedera. «Quando sono venuto a sapere che chiama i pazienti in lista d’attesa per interventi non urgenti (piccoli interventi di chirurgia e ortopedia, ndr) e li invita a utilizzare le strutture private accreditate, mi sono arrabbiato. La Asl è un ente pubblico. Ha il compito di offrire servizi sanitari e non può fare da tramite a un ente privato che offre gli stessi servizi», dice il sindaco che non rinuncia al suo progetto di rilancio.
E mette in fila le cose da fare. Primo: «Le sale operatorie devono essere utilizzate a pieno regime. Non c’è bisogno di andare in altri ospedali per fare piccoli interventi di chirurgia e ortopedia. Questo significa però che va potenziato il personale», dice Buselli. Secondo: «Il laboratorio di analisi. Ho chiesto di riportare alcuni esami a Volterra. È sbagliato mandare le provette a Pontedera o a Pisa. È uno spreco di risorse in benzina e gomme». E poi c’è il capitolo automedica di notte al pronto soccorso.
«Visto che ce l’abbiamo di giorno, non si capisce perché non possa essere tenuta anche di notte. Il medico e l’ infermiere in servizio con l’automedica notturna, quando non hanno attività da svolgere, possono benissimo dare una mano al pronto soccorso». Ma Buselli ora se ne va. La questione ospedale passa al prossimo sindaco.

Fonte: Il Tirreno Pisa

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