Il sindacato torna alla carica sul nuovo pronto soccorso

Nuove risorse per il presidio di Piombino

Nuovo pronto soccorso, riorganizzazione delle professionalità per potenziare le specialistiche di Villamarina, più servizi domiciliari e posti letto nelle Residenze per anziani. Nella riunione odierna tra l’esecutivo della conferenza dei sindaci – presieduto dal sindaco di Cecina Samuele Lippi – e la direzione Asl sul piano 2019, si parlerà anche di questo per effetto delle richieste del sindacato confederale. Che sarà presente e si attende degli impegni meno aleatori almeno su questi elementi giudicati prioritari. Non da ora.Il pronto soccorso accanto alla diagnostica è il primo obiettivo. L’ubicazione attuale, è cosa nota, non risponde ad alcuna logica mentre la riorganizzazione degli spazi migliorerebbe qualità e tempi. Si calcola che siano dieciundici mila i passi fatti in ogni turno da operatori trasformati in podisti, con ore e ore sottratte al servizio effettivo e disagi conseguenti.
Quei passi servono a raggiungere radiologia e reparti di degenza. Dopo anni di pressioni, finora, è stata introdotta solo la posta pneumatica per la consegna diretta dei campioni al Laboratorio di analisi.
L’investimento è corposo – si parla di almeno 4 milioni – «ma è anche vero – afferma Paolo Camelli della Uil Fp – che in mezzo secolo non si è mai speso un centesimo». Sotto di due piani, un percorso da affrontare con le barelle che conduce alla radiologia e nell’ordine deve fare i conti con un viaggio in ascensore e l’ attraversamento di 2 corridoi lunghi circa 300 metri. Passando, tra l’altro, davanti alla sala operatoria dove stazionano familiari in attesa. Un perfetto non senso, dunque, che il sindacato punta ad eliminare sollecitando di nuovo tempi di realizzazione, risorse e data d’inizio dei lavori.
Altro punto da codificare, quello della messa in rete di figure professionali in carico a tutti gli ospedali
dell’area Nord Ovest da inviare, per turni aggiuntivi incentivati, nei presidi dove le specialistiche sono più carenti. Come a Villamarina per quanto riguarda ginecologia, ortopedia, urologia, oculistica. Qui, per un intervento alla cateratta si deve aspettare un anno.
Altra priorità, quella degli anziani. In Val di Cornia solo il 7 per mille trova posto in una Rsa contro il 13
dell’area Nord ovest. Si stima un fabbisogno di almeno 50-60 posti letto in più rispetto agli attuali. Che sono 50 a Campiglia, destinati a diventare 40 per le novità nelle regole di accreditamento, e 40 a San Rocco per il settore pubblico. Sempre 40 nel privato, al Phalesia. Intanto si chiede il recupero dei dieci posti che verranno a mancare con il ridimensionamento di Campiglia e, contemporaneamente, la previsione di nuove strutture.
Tra i problemi da affrontare, il potenziamento dei servizi domiciliari. Nel comprensorio solo il 3,5 per mille della popolazione anziana rispetto al 7,5 nell’area Nord ovest riesce ad utilizzarli.

Fonte: Il Tirreno Piombino

(Visto 30 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *