Il presidente dei medici attacca la Regione

Antonio Panti, presidente Ordine Medici di Firenze

Tre piccoli Stati, le  Asl, pressoché autonomi «affidati a un dipartimento regionale assai indebolito, in cui la programmazione è episodica e mancano i livelli intermedi di interlocuzione tra operatori e direzione aziendale». La bordata alla sanità dell’ assessore Stefania Saccardi è grossa e a lanciarla non è un esponente dell’ opposizione regionale oppure il rappresentante di un sindacato autonomo ma uno di quelli che ha sempre collaborato con il sistema e ne è tra i massimi conoscitori: Antonio Panti, presidente dell’ Ordine dei medici di Firenze. Il mezzo che ha scelto per fare un attacco alla politica regionale senza precedenti, almeno da parte sua, è Toscana medica, la rivista appunto dell’ Ordine. Nell’ editoriale sull’ ultimo numero, Panti va alla carica partendo con la sua analisi dalla Lombardia, dove di recente ci sono state grandi polemiche sulla riorganizzazione della sanità. «Anche in Toscana i medici sono a disagio. Finora non era così. Finora i professionisti toscani avevano avuto un qualche ragionevole riconoscimento e il loro impegno era messo a confronto con il decisore politico e amministrativo. In una parola, i medici toscani, forse pià di altri colleghi, erano partecipi della gestione del servizio sanitario regionale ». Le cose sono molto cambiate spiega Panti, che per molti anni è stato massimo consulente dell’ assessorato, in particolare come capo del Consiglio dei sanitari, organo tecnico decaduto e per ora non sostituito. Il consiglio ha infatti approvato la legge sul cosiddetto “organismo di governo clinico”, che dovrebbe assistere l’ assessorato nelle decisioni ma ancora non è partito. Panti scrive un paio di mesi prima di lasciare l’ Ordine, dopo trent’ anni. Ha infatti deciso di non partecipare alle prossime elezioni e la battaglia tra i candidati che vorrebbero il suo posto, Piero Tosi, Teresita Mazzei e Fulvio Moriano, sta infuriando. I loro sostenitori più vicini stanno infatto facendo già una campagna elettorale serrata. «Proprio perché non mi candido più il mio editoriale nonva visto in chiave elettorale», spiega Panti. Che nel testo prosegue. «Gli organismi autonomi di consulenza sono stati aboliti o almeno indeboliti. Le correnti interne ai partiti tolgono forza alla politica di governo, che dovrebbe essere affidata alla Giunta e che non emerge dal pantano delle divisioni», spiega riferendosi al potere eccessivo, secondo lui, del consiglio anche quando ci sono da fare atti tecnici. Panti critica la «tendenza ormai preponderante tra i politici di rivolgersi direttamente alla gente, esautorando i corpi intermedi, sindacati, ordini e società scientifiche». Il sistema sta diventando «cervelloticamente 22 settembre 2017burocraticizzato » e questo contribuisce a far sentire i medici dei «forgotten men. Che chiedono di andare in pensione anticipata. Un brutto segno».

Fonte: La Repubblica Firenze

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