Il piano contro le liste d’attesa. Ai privati il 20% delle visite in coda

Dalla Regione nuove risorse per il trasporto sanitario

L’obiettivo è ambizioso: eliminare le richieste arretrate entro l’estate, garantire ai cittadini diagnosi il più possibile vicino ai luoghi di residenza e soprattutto ridurre i tempi «in coda» per esami e visite senza codice di priorità. Tradotto: un incremento stimato di 80mila prestazioni annue, per una spesa di 1,7 milioni di euro.Parliamo di liste di attesa e di mobilità degli assistiti, temi sui quali l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi e il direttore dell’azienda sanitaria toscana Paolo Morello hanno fatto il punto ieri, a Santa Maria Nuova. Sul tavolo, le azioni messe in atto per massimizzare l’efficienza delle risorse Asl, all’indomani della delibera regionale 476/2018. Si comincia dal versante macchinari per la diagnostica («Investimento da 7 milioni per tac e risonanze magnetiche», sottolinea Saccardi) con un utilizzo degli stessi garantito ad oggi per sei giorni alla settimana. Questo anche grazie alle assunzioni: dall’autunno scorso, ecco infatti un corposo piano di reclutamento su tutto il territorio Asl, tra specialisti radiologi, tecnici ed infermieri «per un costo complessivo di 5 milioni di euro», spiega Saccardi.
All’interno del disegno per velocizzare visite specialistiche ed esami strumentali giocherà un ruolo determinate il privato accreditato. L’azione complementare dei privati inciderà in termini di prestazioni per circa il 2,5% del totale erogato dal servizio pubblico ed intorno al 12%, per quanto riguarda l’intera spesa sostenuta dall’Asl. Tetto economico storico invariato («4,7 milioni per le convezioni», dichiara l’assessore), ma con un accordo che introduce novità rilevanti: il 20%, per il 2019, ed il 30%, per il 2020, delle prestazioni complessive effettuate dal privato saranno provenienti dalle liste di attesa dell’Asl Toscana centro. Sarà inoltre il Cup — il centro unico di prenotazioni — ad inserirle direttamente nelle agende delle strutture private, con un’ulteriore innovazione: per la percentuale destinata all’Asl, il cittadino potrà scegliere tra le varie strutture accreditate. Nei primi tre mesi del 2019, gli accorgimenti hanno garantito 4.775 prestazioni in più rispetto all’identico trimestre del 2018. L’azienda ha già provveduto ad una proroga per il 2019 dell’80% del budget assegnato ad ogni struttura. La nuova logica della «libera scelta» riguarda appunto il 20% per il primo anno ed il 30% per il secondo del tetto storico, così da riservare poi all’azienda la scelta di destinare le risorse in base alle esigenze espresse dai singoli territori.
Provvedimenti che, secondo Saccardi e Morello, stanno diminuendo i tempi di attesa. Per una visita dermatologica, a Firenze, occorrevano fino a sei mesi, a settembre 2018: «Siamo passati ad un mese e mezzo, nel marzo 2019». Ed ancora: da un anno per una visita ortopedica — come per un’ecografia all’addome — siamo ora ad un mese di aspettativa, nell’identico periodo. Stesso discorso per le Rx: quella alla colonna richiedeva anche un anno, mentre adesso 12 giorni.

Fonte: Corriere Fiorentino

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