Il Noa compie 2 anni: pronto soccorso ok ma liste ancora lunghe

Promozione per il policlinico di Carrara

La ricostruzione – e non potrebbe essere diversamente – è di parte perché a raccontare due anni di attività dell’ospedale delle Apuane, durante una conferenza stampa, è l’Asl. Di parte, quindi, ma suffragata – spiegano i dirigenti aziendali – dai dati. È ai dati, infatti, che si affida Giuliano Biselli, l’uomo che l’ospedale lo dirige. Circa 60.000 accessi annui al pronto soccorso, 16.000 ricoveri, oltre 14.350 interventi chirurgici nel 2017 e un pronto soccorso – parola del dottor Alberto Conti che ne è responsabile – che non si fa mettere ko neanche dall’influenza. Il picco di accessi di questi giorni non ha costretto l’azienda sanitaria a correre ai ripari e a disegnare un piano B. La Regione ha messo dei paletti e definito le soglie di criticità: se il 30% dei pazienti che accede al pronto soccorso rimane in carico allo stesso pronto soccorso per oltre 16 ore e se la cosa si ripete per più di 3 giorni scatta il bollino rosso. «Ma – ci tiene a sottolinearlo Conti – situazioni di questo genere in viale Mattei non si sono verificate neanche nei giorni del picco influenzale. In quei giorni non è mai capitato che un paziente attendesse 16 per il ricovero». Pronto soccorso solerte, quindi, e reparti efficienti. Nonostante quella sala d’attesa piccola e sovraffollata: «Le molte persone in sala – ci tiene a sottolinearlo Biselli – non aspettano di essere accolte, ma aspettano piuttosto chi già è entrato. Sono parenti o amici di chi è affidato alle cure dei medici e a loro, insieme alle associazione di volontariato, abbiamo pensato garantendo ogni ora la possibilità di vedere il malato e assicurarsi delle sue condizioni».
Circa 60.000 persone, quindi, hanno bussato alle porte del pronto soccorso nel 2017 e 5.000 di loro sono rimaste per 24 o 48 ore in osservazione proprio all’interno del pronto soccorso: «E in lasso di tempo – aggiunge il primario – hanno fatto tutti i controlli e gli esami diagnostici che in un reparto avrebbero fatto, forse, in una settimana».
Il pronto soccorso – passi la metafora medica – è in buona salute e , parola di Giuliano Biselli , non è il solo perché «l’ospedale è tecnologicamente avanzato, conta su 12 sale operatorie (in un blocco unico) più una per la radiologia interventistica e una per la cardiologia interventistica». E quelle due specialità rappresentano – l’Asl lo ricorda – un fiore all’occhiello(vedi articolo sotto). Certo non mancano nel limpido quadro tracciato, le macchie e certo una macchia sono i tempi di attesa ancora lunghi sul fronte della diagnostica per immagini. Giuliano Biselli e Tito Torri, responsabile della diagnostica per immagini di area vasta, garantiscono che gli sforzi sono stati fatti. Risolto il “nodo” dell’organico con l’assunzione di quattro radiologi di cui due con bando per collaborazioni libero professionali. Il personale c’è, le macchine un po’ meno. Perché – e qui arrivano le noti dolenti – una delle risonanze è ancora a riposo nel vecchio ospedale di Massa. Se la dorme in attesa che l’Asl gli costruisca una “casa” idonea a Carrara, al vecchio ospedale. È in corso il bando di gara europeo da 1,5 milioni per realizzare oltre Foce il padiglione che dovrebbe ospitare il macchinario. Risultato l’unica risonanza ad alto campo (leggi: potente) in funzione è all’ospedale delle Apuane destinata a controlli e a chi arriva in urgenza al Noa. L’altra macchina ad alto campo, a due anni dal trasloco in viale Mattei, se ne sta ancora a riposo. Con il rischio che quando sarà ora di scartarla, la tecnologia sarà andata così avanti, da fare di quella risonanza una vecchietta incapace di stare al passo con i tempi.
Luci e ombre quindi per un’ospedale che – sintetizza Biselli – è una struttura ad altissimo contenuto tecnologico e con due gioielli come la chirurgia interventistica di Tito Torri e la cardiologia interventistica affidata al dottor Giuseppe Arena

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