Il Comitato Salute: no all’accorpamento dei distretti sanitari

Il Comitato all'attacco delle politiche regionali

Il Comitato Salute Pubblica di Massa-Carrara ha scritto una lettera aperta ai sindaci di Carrara, Massa e Montignoso nella quale dice «No all’accorpamento dei distretti sanitari. Le istituzioni locali devono difendere il territorio e salvaguardare la salute». E spiega il Comitato: «Il Sole 24 ore ha pubblicato la scorsa settimana una classifica sulla “Salute in Italia”. Vari sono stati i parametri presi in considerazione per stilare la graduatoria e i risultati per la nostra provincia sono deludenti, per non dire devastanti. Su 107 Province, la nostra si è classificata al 101° posto.La Toscana “brilla” per l’alta percentuale di province inserite negli ultimi posti della graduatoria, con buona pace di chi continua, nonostante i disastri siano sotto gli occhi di tutti, a declamare le meravigliose virtù e gli straordinari livelli dell’assistenza sanitaria toscana (leggi Rossi e Saccardi). La nostra provincia ha subito una devastante politica di tagli al Servizio Sanitario Pubblico, con una drastica riduzione di Stabilimenti Ospedalieri, l’accorpamento di Servizi e Reparti e il taglio dei posti letto. Al momento della riforma della Sanità Regionale targato Rossi/Saccardi era stato promesso l’incremento dei Servizi Territoriali che non solo non ha avuto luogo, ma i servizi stessi sono stati drasticamente tagliati in mezzi, strutture e personale. I risultati sono ormai incontestabili. Gli unici beneficiari di questa politica scellerata sono stati i Direttori Generali, anzi la Direttrice Generale, e i suoi diretti sottoposti, sanitari e amministrativi che si sono autopremiati per avere tagliato indiscriminatamente i servizi».
Scrive il Comitato: «Ma la riduzione del personale, la diminuzione dei servizi, l’allungamento delle liste d’attesa, hanno un unico tangibile risultato: la diminuzione drastica della prevenzione, minori controlli e la rinuncia alle prestazioni sanitarie da parte di chi non si può permettere di rivolgersi al privato in alternativa ai lunghi tempi di attesa del servizio pubblico. Solo i cittadini/pazienti/utenti possono cercare di opporsi a questa deriva.
I cittadini che dovrebbero essere i soli ad avere potere decisionale essendo i veri, unici finanziatori della Sanità Pubblica e dei suoi manager. I cittadini hanno il diritto dovere di chiedere alle istituzioni locali la difesa del territorio e la salvaguardia della salute». Si ricorda che «i sindaci sono l’autorità sanitaria locale e hanno il dovere di difendere la salute dei propri cittadini, contrapponendosi agli indirizzi dettati dai vertici delle Asl e della Regione, se necessario anche in modo eclatante per esempio sfiduciando i rappresentanti locali delle Aziende
Sanitarie. Chiediamo ai nostri sindaci un atto di coraggio. Non c’è più tempo, dato che entro la fine del 2021 si parla di accorpare il Distretto Sanitario di Massa e quello di Carrara, con ulteriore diminuzione dei servizi e dispersione di risorse umane e di mezzi su un territorio che vedrà raddoppiata l’utenza nel giro di una notte. Inoltre abbiamo notizia che addirittura in ambito Regionale si stia facendo pressione, nell’ottica dell’economia di scala, per accorpare poi la costa, cioè Massa-Carrara e Versilia, dal 2022 in un unico distretto sanitario. Per il momento sono solo voci, ma si sa che due o più indizi fanno una prova. E di indizi sulle scelte Regionali sulla Sanità Toscana ce ne sono a decine. Rivolgiamo quindi un invito accorato alla cittadinanza e alle istituzioni che la rappresentano a fare sentire forte e chiara la voce del dissenso, non accontentandosi delle vaghe risposte che arrivano dai vertici dell’Azienda Usl Nordovest Toscana».

Fonte: Il Tirreno Massa-Carrara

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