«Il blocco del turnover un problema da nord a sud. Richiamiamo i pensionati»

Carlo Palermo, segretario nazionale Anaao Assomed

Carlo Palermo da pochi giorni nuovo segretario Anaao, lancia l’allarme: mancano medici negli ospedali e tra cinque anni il sistema potrebbe saltare:

Dottore è ‘vietato’ ammalarsi d’estate?
«Arriva l’estate e arrivano i problemi. Perchè anche ai medici vanno garantiti ferie e riposi e l’Italia ha già subito una procedura d’infrazione per il mancato rispetto della relativa direttiva europea. Ma alla riduzione di un terzo delle attività, da giugno a settembre, per consentire le ferie si somma anche un altro fattore: negli ultimi anni negli ospedali c’è stato un depauperamento e una desertificazione professionale»Al sud le cose vanno peggio?
«Il problema riguarda tutta l’Italia perchè il blocco del turnover interessa non solo le Regioni in piano di rientro. Per intendersi, essenzialmente Calabria, Sicilia, Molise e Campania ma anche quelle del centronord dove il blocco è più sotto traccia ma c’è. Tutto questo perchè vige la regola che la spesa per il personale sanitario non può superare del 2004 decurtata dell’1,4%. Una norma che è servita a risanare i bilanci ma oggi non c’è più grosso deficit. E’ una norma anacronistica, va fatta saltare, abbiamo bisogno di medici, abbiamo necessità di sbloccare il turnover»
Ci sono sempre meno medici negli ospedali italiani?
«Per il mancato turnover, dal 2009 a oggi, abbiamo perso – e sono dati ufficiali – 9 mila medici. Per non parlare degli specialisti che non si trovano più: è totalmente fallimentare la programmazione del post laurea. Mancano pediatri, anestesisti, ortopedici, ginecologi e tra poco mancheranno anche chirurghi»
Quale prospettiva da qui all’immediato futuro?
«La situazione è disastrata. La mia paura è che salti tutto il sistema, nei prossimi 5 anni vanno in pensione 30 mila medici ospedalieri e come saranno sostituiti? I medici ospedalieri hanno già tutto i finesettimana occupati, le ferie si accomulano, chi è prossimo alla pensione ha già 300 giorni di ferie accumulati. Significa andare via un anno prima dal lavoro. Per non parlare di 20 milioni di ore di straordinario ogni anno che non vengono prese in considerazione in termini di recupero o di pagamento»
Quali possono essere le soluzioni?
«La proposta che ho fatto al presidente della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e agli assessori Antonio Saitta e Sergio Venturi è di pensare a una risposta eccezionale, transitoria, per garantire l’arrivo dei medici negli ospedali. Siamo in una situazione emergenziale, non riusciamo a garantire i Lea in modo uniforme nel Paese. Ci sono 30 mila medici in formazione nei policlinici universitari. Non sarebbe scandaloso assumere quelli dell’ultimo anno: parliamo di 6 mila medici, colleghi ovviamente messi in coda a coloro che hanno già i titoli. Pensi alle zone periferiche e montane nelle quali nessuno vuole andare: non sa cosa significa avere a disposizione un professionista che può fare una guardia o un ambulatorio e che entro pochi mesi completerà il percorso di specializzazione»
Ha altre proposte?
«Potrebbe servire ricorrere ai pensionati per alcuni tipi di servizio. Permettere che alcuni colleghi in pensione, su scelta volontaria, possono fare guardie, ambulatorio, con una retribuzione aggiuntiva».

Fonte: Quotidiano Nazionale

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