Il 118 in affanno: a Siena i medici sono in fuga

In montagna i medici sono specie rara

Può un servizio perdere in appena due anni ben 17 medici su 67 e rimanere in piedi? La domanda è forse retorica, ma la risposta è sicuramente drammatica. Risultato? Postazioni di Emergenza Territoriali in cui scompare la figura del medico; i medici rimasti che non sono sufficienti a riempire le caselle dei turni dei Piani di Lavoro mensili, che ormai vengono stabiliti settimanalmente; una navigazione a vista lontana dagli standard organizzativi necessari a garantire un servizio strategico essenziale come il 118. 

Tutto questo mentre i medici, per spirito di servizio e con encomiabile abnegazione, si sono sottoposti per mesi e mesi a turni ben oltre le 48 ore settimanali, a rischio della propria salute e della qualità del servizio. Una situazione insostenibile e di cui non si vede la fine, aggravata dallo stato eccezionale della pandemia che ha visto colpiti diversi operatori.

Se il quadro è critico da anni, nelle ultime settimane è diventata drammatico. Anche nella provincia di Siena sta per verificarsi la situazione di Postazioni di Emergenza Territoriali che si troveranno improvvisamente senza il medico: un fatto già in essere da tempo nell’area grossetana. Tutto questo avviene per colpa della inadeguata programmazione nazionale, che non ha previsto abbastanza specialisti.

Anche la Regione però appare in ritardo nell’assumere le misure eccezionali che oggi si rendono necessarie: il passaggio alla dirigenza dei medici a convenzione, lo sblocco delle assunzioni degli specializzandi, previsto dalla legge di bilancio ma arenatosi nelle secche delle trattative con le Università, un piano emergenziale di assunzioni e di incentivi rivolti anche ai medici dipendenti titolari di specializzazioni equipollenti.

Oggi l’unica strada, difficile da digerire per gli stessi sindacati da sempre nettamente contrari ad ogni forma di precariato, è quella di ricorrere a esterni liberi professionisti. Questa decisione dà il segno dell’inconcludente programmazione che ha distinto il settore della sanità da tutti elogiato e ritenuto strategico ma, nei fatti, abbandonato a se stesso e sistematicamente smantellato.

Vediamo i numeri. Su 79 medici previsti come organico per il 118 senese, con il prossimo mese di marzo saranno in servizio solo 48: 8 i medici che mancano all’appello Siena, 4 in Valdelsa e addirittura 19 in Valdichiana dove a breve la situazione si presenterà in tutta la sua gravità; tanto che si annunciano scoperti circa 40 turni nelle tre Postazioni di Emergenza Territoriali di quel territorio.

L’Anaao, per voce del segretario Aziendale, Marino Artusa, sente il dovere di informare pubblicamente le istituzioni e la cittadinanza della grave situazione. Fa inoltre appello sia alle autorità locali che alla Regione di predisporre senza indugi le soluzioni immediate per tamponare l’emergenza e porre mano a interventi strutturali per risolvere il problema che nel prossimo futuro si aggraverà.

La situazione è ad alto tasso di criticità anche nei Pronto Soccorso di Abbadia San Salvatore, di Nottola ed anche di Campostaggia. dove le carenze di organico mettono a rischio la tenuta dei servizi.

Tralasciando la mancata sostituzione dei pensionati, la falla più preoccupante è quella dei medici convenzionati che, delusi dalle promesse vanificate del passaggio alla dirigenza, si guardano intorno per trovare una sistemazione più stabile e meno gravosa. Così negli ultimi tre anni nel solo 118 senese ben 14 medici convenzionati, formati sul campo anche con risorse regionali, semplicemente se ne sono andati.

 

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