Il 112 in Toscana. La Regione frena: «Prima garanzie sull’efficienza»

Niente 112 unico in Toscana, per lo meno finché non ci sarà la certezza che il sistema funzioni davvero. La frenata arriva direttamente dal presidente della Regione, Enrico Rossi, che ha affidato a un post su Facebook i propri dubbi in merito al Nue, il “numero unico di emergenza” che dovrebbe sostituire i vecchi 112, 113, 115 e 118 e servire a smistare le chiamate di chi ha bisogno dell’ambulanza, dei vigili del fuoco o delle forze dell’ordine. «Il numero unico in Toscana entrerà in vigore solo quando ci sarà sicurezza che l’emergenza sanitaria non subirà disservizi – scrive Rossi – ce lo chiede l’Europa ma non sempre l’Europa è più avanti e più intelligente. Possono infatti sovrapporsi, come è già accaduto, emergenze diverse e causare un carico di richieste a cui è difficile rispondere in tempi rapidi». La deadline, per la nostra regione, è la fine del 2018, ma il presidente Rossi prende tempo: «Dobbiamo fare in modo che in Toscana non si arretri di un millimetro nell’efficienza del servizio. Per questo chiederò alla ministra della Salute Lorenzin che si rifletta sulla materia e, se possibile, si cerchino altre strade e comunque si adottino soluzioni che mettano in assoluta sicurezza l’emergenza sanitaria». Il Nue ha già mostrato i propri limiti nelle zone in cui è attivo, in particolare a Roma. Di ieri la notizia dell’apertura di un’inchiesta per omicidio colposo, da parte della Procura di Velletri, sulla morte di Gianfranco Ruggiu ad Albano Laziale. Le indagini sono partite dopo la lettera-denuncia della figlia Valentina, suRepubblica, nella quale si raccontavano le sei chiamate disperate a cui ha sempre risposto la voce del nastro che ripeteva: “Rimanga in attesa”. I tracolli del 112 unico, nella capitale, sono stati molto frequenti quest’estate. Lunghe attese e linee intasate per due motivi: da una parte il numero insufficiente degli operatori, dall’altra le tantissime segnalazioni sugli incendi, che in una sola ora sono arrivate anche a 1.200. A finire nel mirino delle polemiche non c’è solo Roma. A Torino, l’annegamento di un bambino di 10 anni a fine luglio, aveva fatto partire all’attacco il sindacato autonomo dei pompieri Conapo: «I vigili del fuoco sono stati avvertiti ben 15 minuti dopo la richiesta di soccorso al112». La prima regione a partire con il Nue, in via sperimentale, è stata la Lombardia nel 2010, poi nel 2015 è toccato a Roma (zona prefisso 06), nel 2017 Liguria, Piemonte, Sicilia orientale, Trentino e Friuli. Nel 2018, salvo cambi di rotta, dovrebbe toccare a Toscana, Marche, Umbria, Campania, Sicilia occidentale e al resto del Lazio.

Fonte: Repubblica Firenze

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