I toscani sopravvivono di più al tumore

Il Direttore dell'Ispro

La Toscana, insieme all’Emilia Romagna, è la regione d’Italia dove è più alto il livello di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi di un tumore. A pari merito con i “cugini” d’Oltre Appennino, la nostra regione detiene il record nazionale di sopravvivenza tra le donne (65%) e sta dietro solo alla Valle d’Aosta tra gli uomini (56%). Mentre è di nuovo in cima alle classifiche della sopravvivenza – sempre insieme all’Emilia Romagna – per i tumori del colon-retto (69%), mammella (89%) e polmone (18%, qui a pari merito anche con la Lombardia).
È quanto emerge dal rapporto “I numeri del cancro 2019” presentato l’altro ieri dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) al Ministero della Salute, insieme alle associazioni Artium, Passi e Siapec.

Il rapporto Aiom
In Italia come in Toscana diminuisce la mortalità in entrambi i sessi ed è la prima volta che si registra una diminuzione di nuovi casi di tumore. Sono 18.550 i casi di tumore in Toscana, con 100 diagnosi in meno rispetto al 2018. A oggi sono un milione i pazienti guariti in Italia (50mila in Toscana). Due milioni e mezzo di persone (125mila in Toscana) vivono invece con un tumore cronicizzato. Motivo: le terapie sono migliori, i malati fanno più esami, così riescono a sopravvivere più a lungo. Non bisogna dimenticare che negli ultimi dieci anni le aspettative di vita si sono allungate di cinque anni nella popolazione italiana, un fattore che favorisce l’insorgenza di tumori.
Ma come mai i toscani vivono più a lungo? «Perché fanno più esami di screening, così scoprono prima se hanno un tumore e lo prendono per tempo. Conducono stili di vita più corretti: sana alimentazione, sport. E hanno cure sanitarie che gli garantiscono una vita più lunga», dice Gianni Amunni, direttore dell’Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro).

Giù i tumori di colon-retto, mammella e polmone
I toscani risolvono prima quando c’è di mezzo il cancro del colon-retto. «E’ grazie alle buone pratiche, tra queste un’alimentazione più corretta, che i toscani hanno meno tumori al colon-retto. Fanno anche più esami di screening. Così, se i medici trovano lesioni non neoplastiche come adenomi o polipi, intervengono prima asportandoli ed evitando che si trasformino in tumori», spiega ancora Amunni.

Tumore alla mammella
Anche qui gioca un ruolo fondamentale la prevenzione. Se si guarda la percentuale di persone che dichiarano di aver fatto gli esami di screening alla mammella negli ultimi due anni sia di programmi organizzati nel pubblico che nel privato, la Toscana è seconda solo alla Emilia Romagna. «E quando il tumore alla mammella è piccolo, viene asportato più facilmente e il paziente ha il 90% di probabilità che non si riformi». In calo anche il cancro al polmone. Anche se la Toscana segue il trend nazionale dove a una diminuzione dei tumori negli uomini, c’è un aumento nelle donne. Motivo: gli uomini hanno ridotto l’abitudine al fumo, le donne l’hanno aumentata. Sono in crescita, invece, i tumori della pelle. «Si fanno più diagnosi, inoltre le persone continuano a proteggersi poco e male quando prendono il sole», dice Amunni. Se si guarda, infine, all’incidenza e alla mortalità nel periodo che va dal 2003 al 2014, i tumori di mammella e prostata sono stabili. Mentre calano tanto quelli al colon-retto e al polmone.

Fonte: Il Tirreno

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