«I pediatri sono una specie in via di estinzione»

AAA pediatra cercasi. Un annuncio che potrebbe diventare presto un’emergenza se non sarà trovato un antidoto all’emorragia di professionisti destinati a scomparire nei prossimi anni. «Una specie in via di estinzione», secondo Flavio Civitelli, membro della Commissione Pediatrica Nazionale Anaao Assomed, al quale abbiamo chiesto di analizzare il fenomeno.

L’allarme sulla carenza di pediatri è giustificato?
«I pediatri (e non solo) sono una specie in via di estinzione in Italia. La situazione è talmente esplosiva da occupare la cronaca quotidiana».
Quali sono i numeri del fenomeno?
«Si parla, solo per la pediatria di famiglia, di 3630 pensionamenti nei prossimi cinque anni mentre in molte realtà le zone carenti non sarebbero già ricoperte per carenza di specialisti».
Con organici così ridotti, non si corre il rischio di creare utenti di serie A e utenti di serie B?
«A breve avremo un’Italia a due velocità: zone metropolitane dove saranno garantite sia l’assistenza ospedaliera che territoriale convenzionata mentre i territori periferici verranno progressivamente spogliati rispetto a qualsiasi forma di assistenza».
Quindi, non c’è una luce in fondo al tunnel?
«Si tratta di una situazione senza via di uscita, che solo il decisore politico sembra ignorare. Una realtà destinata a precipitare drammaticamente nei prossimi anni quando la “gobba” pensionistica, solo rinviata dalla Fornero, tornerà alla ribalta con il massiccio pensionamento di pediatri ospedalieri e di famiglia».
La responsabilità è solo politica oppure tutti gli attori in campo hanno delle colpe?
«Il Ministero non vede; le Regioni non sentono; l’Università non agisce; i pochi professionisti disponibili, di fronte a offerte di sedi disagiate con ritmi di lavoro inaccettabili che negano spesso non solo il diritto del lavoro ma, talvolta, condizionano gravemente anche i diritti civili più elementari, preferiscono emigrare. Ne consegue la perdita di quel poco che il nostro sistema formativo riesce ancora a produrre».
Dalla società civile però emergono esempi quotidiani della volontà di non arrendersi…
«L’opinione pubblica è già mobilitata, comitati spontanei di mamme e sindaci sorgono ovunque, le aziende tirano avanti tra mezze promesse utili sopratutto a guadagnare tempo. L’Anaao da tempo ha lanciato l’allarme su un fenomeno oramai in atto anche sul fronte ospedaliero».
Oltre ai movimenti dal basso, quali soluzioni propone questo fermento sulla pediatria?
«L’appello a elevare il numero di posti in scuola di specializzazione è stato lanciato da più parti innumerevoli volte senza ottenere risultati significativi. Una soluzione possibile potrebbe prevedere, per la pediatria di famiglia, l’accesso alla convenzione attraverso corsi formativi mutuando il modello già in essere per la medicina di base. Il numero di questi professionisti, formatisi attraverso un corso che preveda anche il tirocinio presso gli studi dei PDF, dovrebbe sommarsi a quello dei medici ammessi alla scuola di specializzazione quinquennale».
Ha un appello da fare per cercare di cambiare rotta?
«Dobbiamo aspettare il punto di non ritorno per evitare un destino segnato o vogliamo provare ad aprire un serio confronto rispetto al quale siamo già fuori tempo massimo? La funzionalità del sistema è di interesse collettivo. Quindi, non sprechiamo altre occasioni per correre ai ripari».

(Visto 405 volte, 1 visite giornaliere)

2 risposte a “«I pediatri sono una specie in via di estinzione»

  1. come mai non parlate della realtà che come pazienti si vive ormai da anni del ruolo del pediatra che fa solo il compilatore di ricette visita solo in ambulatorio costringendo le famiglie a portare i bambini con la febbre alta perché a casa non ci vanno per me è una vergogna .

  2. Nel caso l’Università non aumenta il numero di posti nelle scuole di specializzazioni in Pediatria il problema potrebbe essere risolto o attutito attribuendo all’Ospedale la funzione di Corsi di formazione in Pediatria così come avviene a livello regionale con i Corsi di Formazione per i MMG.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *