«I neolaureati non bastano»

Giudizio positivo per l'asl sulla sinergia tra Piombino e Cecina

Primo incontro ieri tra la Asl e i giovani medici neolaureati che inizieranno il percorso di formazione-lavoro nei pronto soccorso della Azienda Toscana nord ovest. I medici sono stati salutati dalla direttrice generale, Maria Letizia Casani, che ha sottolineato «l’importanza di questa misura straordinaria che la Regione ha fortemente voluto per affrontare le difficoltà che, in questo periodo, stanno attraversando molti ospedali, non solo nella nostra regione». L’incontro di ieri è stata l’occasione per illustrare ai futuri medici dell’emergenza-urgenza le
opportunità offerte da questa formula e per la firma dei primi impegni a partire dal periodo formativo che durerà due mesi. L’annuncio c’era stato nelle scorse settimane: un escamotage per rispondere alle gravi carenze di personale medico. Dei primi 133 medici totali a livello toscano, 52 sono stati assegnati alla Asl centro, 43 all’ Asl nord ovest e 38 a quella sud est. L’obiettivo è mettere le nuove leve al fianco dei colleghi più esperti come supporto nella presa in carico dei pazienti e nelle numerose pratiche che è necessario espletare in un pronto
soccorso.
Un provvedimento che lascia perplesso il sindacato medico Anaao-Assomed di Pisa. «Non crediamo che dei neolaureati
possano risolvere l’emergenza del pronto soccorso – spiega il segretario del sindacato, il dottor Mauro Ferrari -. Crediamo semmai nell’utilità formativa dell’ambiente per i giovani medici. Anzi, ben vengano progetti di continuità e di collaborazione con l’università per contribuire allo sviluppo delle loro competenze. Ma il pronto soccorso adesso necessita di personale già operativo e autonomo. Un contributo in tal senso potrebbe arrivare piuttosto, ad esempio, dagli specializzandi all’ultimo anno di Medicina d’ urgenza. L’ ospedale potrebbe aprire loro una via preferenziale in questo momento di crisi, crisi ancora più acuta nel periodo estivo. Il dramma di fondo però resta la carenza degli specialisti, chirurghi e ginecologi in primis».

Fonte: La Nazione Pisa

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