I medici di famiglia fanno il ponte e al pronto soccorso è affluenza record

A Pisa lavori importanti in vista

Giovedì nero per il pronto soccorso di Cisanello. Proteste e disagi hanno chiuso una giornata impegnativa. Una giovane di Fauglia, che era stata punta da una zecca durante una gita nel bosco, è rimasta nei corridoi per molte ore, in attesa del trattamento antitetanico e prima ancora per togliere la zecca dalla gamba. E il suo non è stato un caso isolato: alle 22.15, nella sala d’aspetto dell’area dell’emergenza, c’erano una cinquantina di persone, alcune delle quali erano arrivate alle 15 e ancora aspettavano di capire quando sarebbe arrivato il loro turno. Nel frattempo, le persone continuavano ad arrivare.La situazione, a quanto è stato spiegato agli stessi familiari dei pazienti, è stata aggravata dal lungo ponte festivo, che comporta un aumento anche di piccoli i incidenti domestici e l’arrivo di quelle persone che, nei giorni di lavoro, si rivolgerebbero al proprio medico. Sono stati 322 gli accessi al pronto soccorso il giorno successivo alla festa del 25 aprile, stando ai dati che ieri mattina ha fornito l’Azienda ospedaliera.
I numeri sono freddi, si sa. Ma fotografano un fenomeno. Tra gli oltre 300 accessi, ci sono stati 10 codici rossi, 76 gialli e tutto il resto delle richieste avrebbe potuto tranquillamente essere gestito dai medici generici, a cominciare da quelli di base o alla guardia medica stessa. Forse una buona parte di questi possono essere considerati accessi inappropriati.
Tuttavia, per il cittadino non è facile comprendere cosa può stare dietro a un’ attesa snervante, che sale a dieci ore per i codici minori. «Sono arrivata alle 15 – spiega la giovane di Fauglia che ha avuto a che fare con la zecca -, pensavo di non dover aspettare così a lungo. Anche per togliere la zecca ho dovuto aspettare tanto e ora sono già quattro ore che devono farmi un’iniezione per l’antitetanica. Non sono vaccinata ed è meglio non correre rischi. Ma qui è difficile trovare un medico che ti visiti, sono tutti molto impegnati. Basta guardarsi intorno per capire la situazione».
La sala d’attesa, infatti, è super affollata. Posti in piedi. Sulle poltrone dorme una pensionata che probabilmente trascorrerà l’intera notte al pronto soccorso, non avendo un altro posto dove andare.
«Con mia madre, che è anziana, siamo qui dal pomeriggio», dice un altro cittadino quando mancano pochi minuti alle 23. La donna è stata dimessa alle 4.30 del giorno successivo, cioè di ieri. «Mi dispiace, ma devo dirlo: professionalità dei singoli molto elevata, organizzazione da terzo mondo…». Si lamenta anche un’intera famiglia che aspetta di sapere quali sono le condizioni di un anziano di 92 anni arrivato dopo un malore.
Di fronte alla macchina organizzativa che fatica a dare risposte non sono mancati i momenti di tensione durante l’attesa. I cittadini comprendono (e se ne preoccupano) che per medici e infermieri è sempre più difficile lavorare in condizioni di stress, ma pensano che ci siano responsabilità dei vertici. Vedono anche il personale che gira da una parte all’altra per trovare una barella libera o, peggio ancora, che fa inutili tentativi per trovare un posto letto disponibile se c’ è bisogno di un ricovero. «Che devo dire? – è la risposta di un’ operatrice del pronto soccorso -. C’ è una persona che per una escoriazione è qui da 10 ore. Lo sappiamo, ma c’ è stata una super affluenza». E pensare che non siamo nemmeno in un periodo in cui l’influenza raggiunge il massimo picco. In mezzo alla super affluenza non sono mancati i “siparietti” dovuti a singolari comportamenti.
In lista d’attesa per una visita c’era anche una coppia arrivata con alcuni cani al seguito. Uno di questi ha fatto pipì sul pavimento dell’ospedale, davanti al triage, suscitando i commenti di chi ha assistito alla scena. E subito dopo il proprietario del cane se l’è presa con chi l’aveva invitato a pulire. Sono volate parole grosse, la voce si è alzata, seguita da minacce. Tanto che la guardia giurata è stata costretta a intervenire per riportare un po’ di calma. Ma era solo l’inizio di una lunga nottata.

Fonte: Il Tirreno Pisa

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