I medici bravi? Sono tra noi ed ecco le prove

imagesPiero Bertozzi dice di essere ancora in questo pazzo mondo grazie a loro. Senza i medici e i volontari del 118, chissà come sarebbe andata a finire quella sera. Così, dopo essersi ripreso, ha inviato un messaggio al Tirreno. E ha spiegato che la sera del 14 gennaio scorso «il medico, i volontari della Misericordia di Capezzano, oltre che il personale medico del pronto soccorso dell’ospedale Versilia, mi hanno assistito prima nella mia abitazione di Querceta e poi al pronto soccorso». E gli hanno salvato la vita dopo un malore. «Siete tutti professionalmente eccezionali ­ dice ai suoi angeli ­ e soprattutto pieni di umanità». Quest’ultima parola scritta in maiuscolo, casomai qualcuno avesse dei dubbi.

È questo uno dei ringraziamenti più toccanti dei tanti arrivati in questi giorni. Con destinatari i medici. Sembra quasi che qualcuno abbia preso l’abitudine di replicare con parole positive ai messaggi negativi ­ proteste per disservizi e presunti casi di malasanità che riporta la cronaca. È vero, c’è una sanità che non funziona. E che fa aspettare troppo per una visita o un esame. O per un ricovero in reparto dopo che il paziente è stato visitato in pronto soccorso. Ma c’è anche una sanità che funziona. Professionisti ­ non solo medici ­ vicini ai pazienti e alle loro sofferenze. Ed ecco che queste stesse persone chiedono un riconoscimento pubblico per chi ha dimostrato di saper fare il proprio lavoro. Che non è solo unlavoro. Uno dei grazie arriva al dottor Mario Manca, primario di ortopedia del Versilia, per la gentile assistenza fornita a Liviana Lupori, reduce da una brutta operazione chirurgica a un braccio.

Ci sono, purtroppo, anche i messaggi di chi ha perso un familiare, ma vuole omaggiare chi lo ha assistito con amore. È il caso di Cecile Meilhac, che ha perso la mamma. E che ringrazia Anna Silvestro, operatrice della medicina legale e dell’obitorio del Versilia, per la gentilezza e l’umanità mostrate in un momento di enorme tristezza. «Porteremo sempre con noi quel sorriso», spiega. Fulvia Silicani e la sua famiglia, invece, vogliono ringraziare pubblicamente il dottor Alessandro Stefanelli, il suo staff medico, infermieristico ed assistenziale del reparto di ematologia dell’ospedale «per la professionalità e l’amore con cui si sono presi cura del nostro caro Gildo Corrotti in tutti questi anni, e soprattutto negli ultimi due mesi di vita».

Un ringraziamento speciale va anche a tutto lo staff del centro trasfusionale diretto dal dottor Euro Porta. Mentre Carla Giacomini e Paola Giacomini ricordano che per fare questo mestiere serve ciò che i latini chiamavano pietas. Una parola che potremmo tradurre con compassione, rispetto dei sentimenti e delle emozioni, e molto altro. «Hanno assistito la nostra amatissima mamma, Leontina Meozzi, scomparsa il 25 ottobre. E per questo ringraziamo il pronto soccorso, la medicina d’urgenza,la cardiologia e soprattutto la rianimazione e la medicina per essersi presi cura della nostra congiunta con competenza e dedizione, oltre che con il sapere, con quella pietas che rimane quando la scienza più non può».

Fonte: Il Tirreno Viareggio

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