«I malati di tumore elbani sono pazienti di serie B»

L'associazione in cerca di risposte dal Dg Casani

«I nostri malati di tumore sono considerati di serie B in tutto, anche sulle navi». È quanto sostiene Francesco Semeraro che, a nome del comitato Elba Salute, interviene sul delicato caso dei trasferimenti di tipo sanitario. «Se vivi nel cuore della politica regionale ti poi curare meglio anche di tumore ­ attaccano dal comitato Elba Salute ­ all’ Elba un malato oncologico, per avere gratis il trasporto per recarsi in altri ospedali per visite, analisi e terapie che non esistono nel nostro ospedale deve essere già in barella altrimenti deve pagarsi il trasferimento in ambulanza o automedica con un costo che può raggiungere i 250 euro. Molte persone con tumori anche preoccupanti rinunciano alla cura perché non hanno di che pagarsi il viaggio e il tutto nella più completa indifferenza della politica locale e regionale». Il comitato Elba Salute, insieme ad una associazione di volontariato (Misericordia Portoferraio) all’ inizio del 2017 ha presentato alla politica elbana un progetto simile a “Vieni con me” di Careggi, «ma non è mai stato chiamato a discuterlo ­ dice Semeraro ­ dietro insistenze un primo tentativo ristretto di discussione sui trasferimenti oncologici c’ è stato il 25 maggio scorso. Intanto si legge su Toscana Notizie che partirà lunedì prossimo a Careggi, in via sperimentale, il progetto “Vieni Con Me!” , un servizio di trasporto gratuito in auto per quei pazienti che hanno difficoltà a raggiungere l’ ospedale per le visite e le terapie oncologiche». Secodno il comitato Elba Salute i malati di tumori elbani «devono avere pari opportunità di quelli di Firenze e della terra ferma, perché capita che per qualche cavillo o strano pretesto le compagnie di navigazione trovino scuse ogni qualvolta vedono un mezzo di soccorso imbarcarsi. Chiediamo alla politica elbana unita di difendere il diritto alla salute degli elbani. Se questo non si può garantire allora chiedano alla Regione la possibilità di avere le stesse opportunità di cura qui sul territorio elbano».

Fonte: Il Tirreno Elba-Piombino

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