Guardie mediche di notte tra minacce e aggressioni

Consulti via web per i medici al tempo del Covid

Monitoraggio delle sedi delle guardie mediche per eventuali interventi. È questa l’ attività che l’ ufficio tecnico dell’ Asl Toscana Nord Ovest sta portando avanti per aumentare la sicurezza di chi lavora di notte in queste strutture. Una prima analisi, fanno sapere dall’ azienda sanitaria, non sono emerse particolari criticità. In Valdera non ci sarebbero sedi con condizioni di pericolo a cui mettere mano. Nell’ area pisana, invece, ci sarebbero i casi di Marina di Pisa e San Giuliano Terme che, secondo il sito dell’ Asl, si trovano rispettivamente al distretto sanitario di via Andò e in via Martin Luther King. In entrambe le sedi è in atto una discussione rispetto all’ eventuale installazione di dispositivi collegati alle forze dell’ ordine da utilizzare in caso di necessità dai medici che prestano servizio nelle ore notturne. PONTEDERA. «Da otto anni segnalo le difficili condizioni in cui operiamo. Ma finora sono sempre rimasto inascoltato». Lo sfogo il dottor Calogero Pagano, titolare della guardia medica di Ponsacco, è eloquente: «Mancano condizioni di sicurezza di base per chi opera di notte ed è costretto ad aprire a tutti, visto che siamo pubblici ufficiali». Il problema delle guardie mediche, dopo l’ aggressione subìta da una dottoressa in Sicilia pochi giorni fa, è uno di quei temi che aleggiano nell’ aria in maniera perenne. E che tornano alla ribalta ogni volta che succede qualcosa di grave. «In Valdera capitano episodi non gravissimi ­ riprende Pagano ­ ma che sono pur sempre pericolosi». Si va dalle minacce di morte, a vetri di porte d’ ingresso spaccate e, in generale, a un isolamento notturno a cui si chiede di far fronte. Le sedi delle guardie mediche in provincia di Pisa, nella parte gestita dall’ Asl Toscana Nord Ovest, sono sedici. I medici lavorano dalle 20 alle 8 tutti i giorni, il sabato dalle 10 alle 20 e la domenica dalle 8 alle 20. Orario che viene effettuato anche nei prefestivi e nei festivi. «Siamo un punto di riferimento importante ­ dice Pina Fanciulli, titolare della guardia medica nell’ ambulatorio di via Garibaldi a Pisa ­ Mediamente gli accessi al mese da noi vanno dai 1.800 ai 2.200. Lo scorso gennaio, però, sono stati addirittura 2.480». Si lavora di notte, in condizioni difficili. Per questo, in Valdicecina, il consigliere comunale di Pomarance con delega alla sanità, Loriano Fidanzi, proporrà alla Società della Salute di «aumentare i passaggi di controllo dagli ambulatori delle guardie giurate», ma anche di «incrementare il numero di posti letto per favorire la permanenza di familiari o fidanzati o colleghi dei medici, specie le donne, di turno», fino a «convenzioni con le associazioni di volontariato dove ospitare la sede della guardia medica in paesi dove, attualmente, gli ambulatori sono situati in zone periferiche». In Valdera, le guardie mediche sono quasi tutte o nelle strutture delle Misericordie o delle Pubbliche assistenze o dei distretti sanitari. «Nelle associazioni di volontariato ­ aggiunge il medico ­ in teoria ci dovrebbero essere condizioni migliori per la presenza dei volontari per le urgenze. Uso il condizionale, perché alla Pubblica assistenza di Ponsacco, dove svolgo io il servizio, ci sono sempre molte persone a presidiare la struttura. Alla Misericordia di Pontedera, invece, la situazione è diversa. I volontari non sono molti di notte ed escono spesso. Per cui, i miei colleghi restano spesso soli e, se qualcuno suona alla porta, vanno loro ad aprire. Non essendoci videocitofoni il rischio di incappare in qualcuno che crea problemi è altissimo. Com’ è in effetti accaduto». Il medico racconta un episodio di un paio d’ anni fa, piuttosto significativo: «Una mia collega era di turno a Pontedera nella vecchia sede, agli ambulatori di San Giuseppe. Un balordo voleva entrare in tutte le maniere e spaccò il vetro d’ ingresso. L’ arrivo delle forze dell’ ordine evitò il peggio, ma è a causa di quella circostanza che la guardia medica è stata spostata alla Misericordia. Anche se le condizioni di sicurezza non sono cambiate». E non va meglio nei distretti sanitari. «A La Rosa, per esempio, siamo completamente soli di notte ­ aggiunge Pagano ­ e più volte sono stati chiamati i carabinieri per evitare problemi più seri». Anche a Pisa le cose non sono migliori. «Io ho dovuto chiamare i carabinieri proprio pochi giorni fa ­ dice Fanciulli ­ perché mi rifiutavo di prescrivere un farmaco che non potevo prescrivere. La situazione è davvero difficile».

Fonte: Il Tirreno Pisa

(Visto 98 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *