Giovani medici in prima linea con il tutor

E' partita la caccia ai neolaureati

In prima linea come nella serie tv E.R. ambientata nel pronto soccorso di Chicago, ma con il tutor a dare una mano: è l’identikit dei nuovi medici che andranno a rinforzare gli organici carenti dei pronto soccorso delle tre aree sanitarie della Toscana. La scelta compiuta dalla Regione è semplice: reclutare neolaureati o comunque giovani medici non specialisti. Obiettivo: portare una boccata di ossigeno ai pronto soccorso sempre più in carenza di personale per il numero esiguo di specializzati nella disciplina dell’emergenza urgenza.Giovedì mattina si sono svolte le selezioni nella Sala del Pellegrinaio all’ospedale vecchio. I candidati sono arrivati da tutta la Toscana, ma anche da altre regioni italiane, isole comprese, per lavorare nei pronto soccorso delle tre Asl della Toscana e sulle ambulanze del 118. Le candidature pervenute sono state 276 per 150 posti, ma alla fine si sono presentati solo 94 candidati di mattina e 78 nel pomeriggio. Un numero che, nonostante tutto, fa sperare bene i selezionatori, in primis Simone Magazzini, direttore del dipartimento di emergenza e urgenza della Asl Toscana centro.
«Arrivo da Siena – racconta Giovanni Aiello, non appena esce dal colloquio con la commissione giudicatrice – Questa iniziativa apre a noi giovani un’opportunità che non va sprecata. Lavoro in ambito pediatrico e sportivo, facendo anche sostituzioni ai medici di famiglia. Sosterrò anche il concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione». Il concorso si tiene il 2 luglio e la maggior parte dei candidati presenti alla selezione vi parteciperà. Il che significa che chi otterrà un posto nelle scuole di specializzazioni, lascerà quasi sicuramente l’ opzione offerta dalla Regione Toscana.
Al momento di presentare la domanda di ammissione alla selezione i candidati (che devono avere al massimo 35 anni) hanno dovuto indicare dove preferirebbero svolgere l’attività. «Nel frattempo ci sarà da chiarire bene se l’attestato che ci verrà consegnato alla fine di questo percorso potrà essere speso anche in altre realtà italiane», dice Aiello. Pieni di entusiasmo Lorenzo Pelagatti e Mattia Gavagni, entrambi pratesi. «Ho già fatto in parte esperienza nel settore dell’emergenza urgenza e qui vorrei rimanere», dice Pelagatti, 27 anni. «La proposta che ci viene fatta è quella di una formazione sul campo.
Attualmente sono impegnato nella continuità assistenziale in carcere, ma per l’emergenza urgenza sono pronto anche a spostarmi». Anche Gavagni, come i suoi colleghi, parteciperà al concorso nazionale del 2 luglio: «Ci sono ottomila borse a fronte di quindicimila domande. Troppo poche – dice – Ora sto facendo ricerca a Careggi su anestesia e rianimazione. Il mio sogno è lavorare nell’emergenza». Davina Perini ha 25 anni e si è laureata in ottobre. «Mi piace molto l’emergenza urgenza e penso che sia una buona possibilità lavorativa e formativa nel caso in cui non si riesca a vincere il concorso del 2 luglio – dice – La mia passione? La chirurgia generale».

Fonte: La Nazione Prato

(Visto 172 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *