«Fughe» dei pazienti, la Asl replica: problemi superato

Emanuele Gori, direttore Asl Toscana Centro

A”Non sono mai mancate le cure e l’ assistenza ai cittadini residenti nell’ area pistoiese che si sono rivolti agli ospedali San Jacopo, Santi Cosma e Damiano e Pacini: le tre strutture ospedaliere sono pienamente in grado di dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini, garantiscono qualità e sicurezza elevate ed assolutamente in linea con gli altri stabilimenti dell’ Asl Toscana centro”. Così l’ Asl di area vasta (che comprende, lo ricordiamo, anche Firenze, Empoli e Prato) replica ai dati sulla crescita delle “fughe” di pazienti dell’ ex Asl 3 di Pistoia dal ricovero negli ospedali di Pistoia, Pescia e San Marcello. “Fughe” (cioè ricoveri di pistoiesi in ospedali fuori provincia) documentate dai dati dell’ Agenzia regionale di sanità, che di recente ha diffuso i dati aggiornati al 2016. Dati che mostrano come gli ospedali pistoiesi siano all’ ultimo posto in Toscana (tra le Asl dove non è presente un’ azienda ospedaliera autonoma) per capacità di trattenere i pazienti nelle proprie strutture. Una capacità che dal 1998 (la serie storica inizia in quell’ anno) è andata progressivamente peggiorando. In particolare nei ricoveri per patologie “a basso peso”, cioè quelle cui è chiamato a dar risposta qualunque ospedale territoriale, non quelle che richiedono interventi di alta specializzazione. L’ Asl Toscana centro non smentisce quei dati né la loro analisi. Invece “tranquillizza i cittadini residenti nel territorio pistoiese a seguito di articoli diffusi a mezzo stampa che, riportando alcuni dati dell’ Agenzia regionale di sanità, potrebbero generare preoccupazioni relative alla possibilità di essere ricoverati negli ospedali di Pistoia, Pescia e San Marcello”. Ma la risposta entra anche nel merito della questione. “In particolare numerosi indicatori riferiti negli articoli non tengono conto della riorganizzazione introdotta a partire dal 1 gennaio 2016 e delle relative evoluzioni operate nell’ assistenza ospedaliera delle ex Aziende USL di Empoli, Pistoia, Prato e Firenze. Con la riforma regionale i limiti territoriali sono stati, infatti, superati e attuati percorsi di area vasta centro: è in atto un processo di integrazione tra le singole realtà ospedaliere e, per garantire ai cittadini le medesime opportunità di cura è promossa la mobilità dei pazienti oltre a quella dei professionisti al fine di creare centri specialistici per singole patologie in ogni territorio, valorizzando le professionalità nelle singole presenti nelle singole realtà locali, compresa quella pistoiese”. La “mobilità dei pazienti” quindi non sarebbe un indicatore negativo, secondo questa interpretazione, ma ­ al contrario ­ una spia del processo di integrazione in corso tra gli ospedali dell’ area. “Per quanto riguarda la degenza media ospedaliera del territorio pistoiese (6,85) ­ conclude la nota ­ si rileva un progressivo riallineamento con la media regionale (7,43), mentre il tasso di ospedalizzazione è pari a 132 (media regionale 130) ed assolutamente in linea con le indicazioni regionali e la caratterizzazione degli stabilimenti ospedalieri che erogano assistenza nella fase acuta della malattia e pienamente integrati con i servizi erogati dalle Società della Salute”.

Fonte: Il Tirreno Pistoia

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