Focolai dall’estero, è boom di tamponi: le asl costrette a riaprire i laboratori

Le prime avvisaglie sono scattate nei laboratori di microbiologia. I primari costretti a chiedere un super lavoro in un periodo di ferie, i biologi chiamati a turni extra per assorbire il boom. «Preparatevi, con i tamponi torneremo ai giorni del picco, forse dovrete analizzarne anche di più». In una manciata di ore il servizio sanitario regionale sarà costretto ad attrezzarsi per smaltire un’impennata imprevista di test. Dai 3mila kit analizzati in media ogni giorno da inizio giugno, i centri analisi potrebbero doverne processare 4.500, e tornare insomma allo stesso ritmo tenuto fra fine marzo e maggio. Anzi, il timore di molti dirigenti di Asl e policlinici universitari è che le richieste vadano addirittura oltre i numeri della fase più acuta dell’epidemia.
Il boom di tamponi Effetto del boom di prenotazioni di tamponi registrato negli ultimi giorni al numero verde regionale dedicato ai toscani che rientrano dalle vacanze a Malta, in Spagna, in Grecia o in Croazia. L’ordinanza firmata dal ministro Speranza giovedì è chiara: chiunque torni da questi 4 paesi a rischio deve sottoporsi al test 72 ore prima di atterrare e entro 48 ore dall’arrivo in Italia. Più che Stati, isole. Paradisi della movida da cui i giovani italiani stanno tornando a casa dopo i festeggiamenti post maturità: le greche Mykonos e Corfù, la croata Pag, la spagnola Ibiza e appunto Malta. Quelle che hanno riacceso di focolai la mappa toscana dei casi Covid nelle ultime settimane e adesso fanno temere agli epidemiologi di essere di fronte all’ inizio di
una seconda ondata.
Contrordine, prenotazioni solo online Fino a ieri in Toscana bastava chiamare un call center
regionale. Ma l’assalto al numero verde ha costretto la task force a cambiare strategia. Dal 14 agosto sono arrivate
4.594 chiamate, 1300 solo domenica, abbastanza da mandare in tilt il sistema. E sebbene da noi sia possibile chiedere il tampone gratis anche per chi arriva da altre zone dell’area Schengen, l’80% delle richieste giunge da vacanzieri che atterrano dai 4 paesi a rischio. Così è scattato il contrordine. Stop alle telefonate. Le prenotazioni d’ ora in poi avverranno solo online sul portale della Regione (https://www.regione.toscana.it/-/ingressi-in-italia-dallestero). Riempiendo il modulo, bisogna lasciare un numero di telefono dove si verrà ricontattati per fare il test in auto, nella formula drive thru.
I laboratori in affanno Il guaio è che la rete di laboratori toscani potrebbe non essere pronta ad assorbire un balzo così improvviso di tamponi. Anche perché alcuni centri, passata la fase più difficile, avevano chiuso. Nell’Asl nord ovest, ad esempio, la direzione riunirà medici e biologi mercoledì per riattivare il
laboratorio. E altri che avevano ridotto molto i volumi di lavoro, tornando ad occuparsi della routine, potrebbero dover ripartire. «Il guaio è che molti operatori stanno ancora scontando la stanchezza e lo stress accumulati nei
mesi di lockdown», dicono fonti dell’ Aslona. Il timore è di non riuscire a fornire a tutti la risposta nelle 48 ore indicate dall’ordinanza ministeriale.
La metà dei casi dall’estero Certo, c’è un’evidenza epidemiologica. «Dal primo di agosto
il 50% dei casi riguarda o è generato dagli arrivi dall’estero», dice Fabio Voller, coordinatore degli studi sull’ epidemia per l’ Agenzia regionale per la sanità (Ars). Se si esclude il caso Seven Apples, legato peraltro a una ragazza positiva rientrata da Mykonos, «la movida nostrana non ha fatto sfaceli. Invece, nella sola area nord ovest la Asl da inizio mese ha dovuto controllare oltre 2.000 persone, tutti contatti di ragazzi rientrati da Corfù o dalla movida estera a buon mercato». Biologi e tecnici di laboratorio in Toscana non potranno contare neppure sul supporto delle unità sanitarie degli aeroporti. Negli scali di Pisa e Firenze non ci sono spazi utili per organizzare i tamponi rapidi senza evitare assembramenti. Tentare di filtrare chi arriva da Malta, Grecia, Spagna o Croazia potrebbe essere addirittura un’arma a doppio taglio. Così a chi atterra viene controllata la febbre e distribuito un volantino con le informazioni utili a prenotare il test. Obiettivo: farlo uscire il più velocemente possibile dal terminal.
Francia sorvegliata speciale Per ora, invece, non ci sono restrizioni per chi rientra dalla Francia, seppure registri il maggior numeri di casi dopo la Spagna. «Finora in Toscana abbiamo contato solo 3 persone positive tornate dalla Francia», dice Voller. «Per l’eventuale estensione delle restrizioni ad altri paesi Ue – dicono dal ministero – viene vagliato il quadro epidemiologico. E al momento la percentuale dei positivi francesi sulla popolazione è in crescita ma non fra le più alte d’Europa». Per ora insomma nessuna stretta. Anche se la Costa Azzurra resta una sorvegliata speciale.

Fonte: Il Tirreno

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