«Esami prenotati negli ambulatori? Addio visite». L’allarme della Fimmg Pistoia

«Ambulatori che diventeranno Cup? Solo fumo negli occhi, per imbonire i cittadini, ormai esasperati perché non riescono ad avere visite ed esami specialistici in tempi accettabili. La verità è un’ altra: finché non saranno abbattute le liste di attesa, non serviranno inutili duplicazioni di cup». Parla chiaro Massimo Niccolai, segretario provinciale della Fimmg (Federazione dei Medici di medicina generale), che interviene sull’ accordo che introdurrebbe la prenotazione di esami e visite negli ambulatori dei medici di base. Una rivoluzione per ora solo annunciata «Una cosa non fattibile e nemmeno realizzabile nel futuro ­ spiega Niccolai ­ per due motivi semplici. Mancano una rete informatica collegata e la possibilità di prendere appuntamenti a breve. Questo vuol dire da un parte la perdita di tempo per il medico e per il paziente e dall’ altra l’ impossibilità di erogare la prestazione in tempi accettabili. A che cosa serve organizzare un cup all’ interno degli ambulatori dei medici di famiglia se poi noi stessi possiamo offrire ai cittadini appuntamenti a sei mesi? Prima bisognerebbe abbattere le liste di attesa e poi predisporre un sistema informatico efficiente. Noi medici di famiglia non facciamo i ‘cuppisti’, facciamo i medici e dobbiamo continuare a visitare». Una mansione in più che produrrebbe rallentamenti negli ambulatori: «Significherebbe bloccarli, in pratica. Se si considera che in media ognuno di noi fa circa cinque ore di ambulatorio, inserire questo servizio vorrebbe dire bloccare le visite. L’ unica soluzione sarebbe affidare l’ incarico a personale infermieristico formato e pagato. Impossibile ora pensare di impiegare il personale di studio, anche quello delle medicine di gruppo. Ad ora esiste un solo percorso per permettere a noi medici di famiglia di prendere appuntamenti in urgenza e cioè quello del fast truck. Ma nella provincia di Pistoia il sistema non funziona, perchè il sistema non consente di accedere all’ anagrafica del paziente. Questo vuol dire che per ogni persona bisogna inserire tutti i dati anagrafici, un’ operazione che richiede almeno venti minuti di attesa. Allora è meglio chiamare il collega ospedaliero e farsi dare un appuntamento richiedendo l’ urgenza, se serve». Il piano regionale prevede l’ introduzione del servizio di Cup all’ interno delle aggregazioni funzionali territoriali dei medici di famiglia: «Le Aft sono già funzionanti ­ insiste Niccolai ­ ma questo non significa che abbiamo già quanto servirebbe per attivare il servizio. Forse ipotizzando questa possibilità nelle nuove case della salute, si potrebbe ottenere un risultato, ma per ora la cosa è davvero difficile».

Fonte: La Nazione Pistoia

(Visto 122 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *