«Equipe mediche itineranti per far ripartire chirurgia»

Mario Ferrari, sindaco di Portoferraio e attore protagonista nel futuro dell'ospedale

Potenziamento del personale dell’ emergenza urgenza e del pronto soccorso, un’ unità operativa complessa di anestesia e rianimazione con la nomina di un responsabile per la terapia subintensiva e l’ accesso alle risorse di “rete” aziendale per riportare sull’ Elba, attraverso equipe “itineranti” un pacchetto di interventi chirurgici e ambulatoriali programmati. Sono i tre punti cardine del documento elaborato dai sindaci dell’isola d’Elba (o almeno della maggioranza di questi) che punta ad essere base per il nuovo patto territoriale con l’ Asl e la Regione Toscana. Il vertice. «Una riunione finalmente positiva». Il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari commenta in questo modo l’ esito della conferenza dei sindaci che si è tenuta ieri in municipio a Portoferraio. Presenti le rapprsentanze dei Comuni dell’ isola d’ Elba, ad eccezione di Rio Elba (Comune commissariato), Capoliveri, Marciana Marina e Marciana. Ma, nonostante le assenze, tutti i Comuni hanno dato il via libera al documento, ad eccezione di Marciana che con la sindaca Bulgaresi, ex presidente della conferenza dei sindaci, aveva messo in campo una strategia diversa, puntata meno sulla rete e più sulla valorizzazione dell’ insularità. Per l’ azienda sanitaria erano presenti il responsabile di zona Gianni Donigaglia e il responsabile del presidio ospedaliero Bruno Graziano. «Non abbiamo messo nel documento delle richieste irrealizzabili ­ spiega Ferrari ­ ma abbiamo riempito il programma con dei contenuti che sono certo che Regione e azienda vorranno mettere in pratica già a partire del prossimo incontro che avremo». I punti cardine. Ferrari ha lasciato che fossero il consigliere Luciano Rossi, l’ assessore campese Gianluigi Palombi e la consigliera di Porto Azzurro Gisella Guelfi ad anticipare alcuni dei contenuti del documento. Un documento che il sindaco ha definito «realistico», dal momento che tiene conto dei problemi di tipo legislativo, delle risorse finanziarie sempre più scarse e del numero sempre più esiguo degli specialisti in uscita dalle Università, ormai divenuti merce rara e poco propensi a scegliere ospedali periferici come quello dell’ Elba. «Abbiamo tenuto conto della realtà insulare che impone per l’ Elba il mantenimento di alcuni servizi ineliminabili ­ ha spiegato Luciano Rossi ­mentre abbiamo aperto all’ utilizzo delle risorse di rete solo per servizi programmabili come l’ otorino, oculistica, cardiologia, pneumologia, reumatologia etc. L’ idea è portare medici più volte alla settimana sull’ isola e fare in modo che, attraverso equipe itineranti, si possa riprogrammare su Portoferraio interventi chirurgici e ambulatoriali di un certo livello». Il concetto, tuttavia, è che è la rete a venire incontro al paziente e non il paziente a dover andare incontro alla rete: «Consideriamo un disservizio ­ ha spiegato Rossi ogni volta che un elbano, per un servizio di base che potrebbe essere effettuato sull’ isola, deve recarsi in un ospedale del continente». Tra le richieste inserite nel documento ci sono, invece, il potenziamento del personale del pronto soccorso, in difficoltà nel periodo estivo, attraverso l’ ampliamento dei numeri e l’ integrazione stanziale con personale aziendale. I sindaci chiedono inoltre la realizzazione di un’ unità operativa complessa di anestesia con al nomina di un responsabile e il servizio di terapia sub­intensiva. Emodinamica a Piombino. L’ assessore campese Gianluigi Palombi ha aggiunto due contenuti, oggetto del documento programmatico dei sindaci. «Abbiamo chiesto il rinnovo della convenzione con AlaToscana per l’ utilizzo dell’ aeroporto in caso di maltempo e di indisponibilità della piazzola di Portoferraio. Non solo. Ci siamo espressi sulla necessità di un reparto di emodinamica a Piombino che sarebbe importante anche per l’elba, sia in termini di rapidità di intervento, sia nell’ ottica di un potenziamento della cardiologia elbana che, adesso, dispone di un solo medico».

Fonte: Il Tirreno Piombino – Elba

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