Empoli: oculistica, un’eccellenza in pericolo. «L’Asl toglie personale, così non va»

Fulvio Carraro, primario ospedale San Giuseppe di Empoli

C’è un reparto al San Giuseppe di Empoli molto operoso.
E’ l’unità operativa di oculistica che ogni anno fa registrare numeri da record se rapportati a quelli degli altri tre ospedali della nuova Area Vasta Toscana Centro. Dal febbraio 2006 è guidato dal dottor Fulvio Carraro che undici anni fa lasciò la sua Milano per trasferirsi in Toscana. Una scelta professionale e di vita, costellata da tante soddisfazioni su cui, oggi, cala un velo di preoccupazione. Il timore dello stesso primario è che questa piccola eccellenza di ‘casa nostra’ possa non rimanere tale. Trasferimenti repentini e improvvisi di personale ­ senza la certezza di una loro rapida sostituzione ­ sono segnali di allarme ai quali Carraro, professionista d’ esperienza, non può rimanere indifferente. Dottor Carraro, partiamo innanzitutto dai dati… «Gli ultimi disponibili sono quelli del 2015. Il mio reparto ha fatto registrare 47.937 attività ambulatoriali e 452 ricoveri. Sono risultati eccezionali, di gran lunga superiori a quelli degli altri ospedali dell’Area Vasta. Lo dico non certo per screditare le altre strutture, ma soltanto per far emergere un dato che dovrebbe inorgoglire tutta l’Azienda. Tanto più se si considera che questi numeri continuiamo a mantenerli alti ormai da diversi anni. Il top è stato raggiunto nel 2010/2011 con 2.500 interventi di cataratta e circa 400 interventi di chirurgia elettiva». Da quanti professionisti è composta la sua équipe? «Era composta da otto medici fino allo scorso 3 febbraio. Quel giorno sono arrivato in reparto e con mia sorpresa ho trovato una mail, che mi era stata inviata ventiquattro ore prima, in cui mi veniva comunicato che un mio collaboratore era stato trasferito quello stesso giorno. Il tutto senza un minimo di preavviso necessario, quantomeno, a riorganizzare il lavoro. A breve so che anche un altro medico lascerà il reparto avendo chiesto, legittimamente, di essere trasferito. Quello che mi preoccupa è che queste partenze non sono accompagnate da nuovi arrivi. Fino ad oggi rassicurazioni dall’Azienda non ne ho ricevute». Cosa la preoccupa di più? «Che con uno staff depotenziato non riusciremo più a garantire eguali carichi di lavoro con la stessa qualità espressa fino ad oggi sul territorio a favore di un bacino di utenza molto vasto. Qui arrivano pazienti da tutta la Toscana e anche fuori dai confini regionali. Disponiamo di due sale operatorie dove eseguiamo chirurgia complessa sulla retina, sul glaucoma e sulla cornea, oltre a tutta la chirurgia sulla cataratta con uno staff paramedico molto competente. Ovviamente non siamo immuni da errori, ma credo che quello che abbiamo creato a Empoli sia un esempio di buona sanità che merita di essere preservato».

Fonte: La Nazione Empoli

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