Emergenza, proclamato il nuovo stato di agitazione

Si avvelena ancora la vertenza infinita sulla sanità. Stavolta è l’ Intersindacale Medica della Usl Toscana Sud­Est a riattivare lo stato di agitazione nel settore Emergenza. «Gli impegni presi dal direttore generale Enrico Desideri sono stati integralmente disattesi» Motivi? «La direzione dell’ emergenzaha individuato e proposto unilateralmente un modello che prevede la demedicalizzazione selvaggia delle ambulanze sul territorio e la riduzione del personale sanitario in tutte le fasi dei processi e dei percorsi sanitari, anche per patologiecome l’ ictus, l’ infarto e il trauma maggiore; come conseguenza l’ aggravarsi del noto sovraffollamento dei pronti soccorsi.«Si sceglie un sistema che sposta la responsabilità della gestione del cittadino in difficoltà dal personale sanitario al mondo del volontariato, elemento indispensabile per il trasporto sanitario d’ emergenza ma che non può essere abbandonato a se stesso. Viene spacciato per un “potenziamento” della risposta all’ emergenza sanitaria l’ incremento delle ambulanze con 1 autista e 1 soccorritore al posto delle postazioni con medico e infermiere. Nella centrale operativa di Arezzo non è presente la figura del Medico di Centrale, obbligatoria per legge. La cronica carenza di medici farà sì che in alcune zone per la prima volta dal 1997 si dovranno chiudere dei punti di emergenza territoriale per l’ impossibilità di coprire i turni nei mesi estivi»

Fonte: La Nazione Arezzo

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