Emergenza medici, entro giugno i primi 100 neo laureati in corsia

E' partita la caccia ai neolaureati

Una generazione di medici, quella nata negli anni Cinquanta, che va in pensione, aiutata anche dallo scivolo di Quota 100. E una generazione di laureati in medicina che da anni lamenta che le scuole di specializzazione non hanno posto per tutti. Il risultato è che gli ospedali sono in crisi, mancano medici, soprattutto nei pronto soccorso. E ogni Regione corre ai ripari a modo proprio: se il Molise pensa a reclutare i medici militari e il Veneto richiama i pensionati, in Toscana la soluzione scelta non è una sola ma tripla: pensionati, specializzati spostati su discipline diverse dalla propria e neolaureati non ancora specializzati.L’ultimo fronte è in dirittura d’arrivo. L’Asl Toscana Centro è stata delegata a selezionare per tutta la Toscana 150 medici non specializzati da mandare nei pronto soccorso, il fronte più in difficoltà di tutto il sistema sanitario. Nei giorni scorsi si è già candidato un centinaio di neolaureati, che ha affrontato una preselezione. Il 13 giugno ci saranno gli esami orali. Non appena i candidati saranno ritenuti ideonei andranno in corsia. Entro giugno, quindi.
Nei primi mesi i neo laureati dovranno seguire un «training on the job», una formazione sul posto di lavoro di 300 ore, che li vedrà ciascuno a fianco di un singolo medico di pronto soccorso da seguire passo passo, facendo gli stessi turni e orari. Per il momento i neolaureati non faranno diagnosi autonome sui pazienti. Finita la formazione, resteranno nei pronto soccorso con un contratto di due anni, ma sempre sotto la supervisione di un tutor.
Sul fronte opposto, quello degli specializzati in medicina interna, l’Asl Toscana Centro ha inserito una clausola che varrà per i nuovi contratti a tempo indeterminato: chi viene assunto può essere spostato nei pronto soccorso per un periodo fino a due anni. È già pronto un bando d’assunzione per uno specialista di medicina interna, ma nelle settimane e nei mesi successivi la graduatoria sarà usata per selezionare i prossimi assunti. La velocità con cui il reclutamento è partito è legata anche alla necessità di smaltire i piani ferie estivi, quando la carenza di medici è più evidente.
«La scelta della Toscana di reclutare giovani laureati senza specializzazione ci vede contrari vista la delicatezza del ruolo che un medico di pronto soccorso deve svolgere — dice Carlo Palermo, segretario nazionale del principale sindacato dei medici, Anaao — Certo, la soluzione adottata, quella della formazione con un tutor, rende questa scelta meno inopportuna, ma comunque non condivisibile». Per Palermo, la soluzione, vista l’emergenza in corso, dovrebbe essere quella di assumere immediatamente, con contratti a tempo determinato, tutti gli specializzati (a prescindere dalla disciplina) e tutti gli specializzandi degli ultimi due anni di corso. Si tratterebbe in Italia di circa 20 mila medici, circa 1.500 in Toscana. «Una soluzione tampone — prosegue il segretario dell’Anaao — per rimediare al grave errore di programmazione fatto negli ultimi anni dai diversi governi, anche se l’attuale ministro della Salute Giulia Grillo qualcosa sta facendo, sui posti nelle scuole di specializzazione. Le Regioni hanno parte della colpa, nel non aver finanziato un numero sufficiente di borse con risorse autonome, ma senza dubbio una colpa più lieve».
Sui ritardi dello Stato sulla sanità la Cgil annuncia una manifestazione nazionale a Roma per l’8 giugno.

Fonte: Corriere Fiorentino

(Visto 91 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *