Ecografia all’ addome entro massimo 72 ore

In via Alfieri pronto il piano per tagliare le attese

Un anno fa per sottoporsi ad una ecografia addominale in ospedale servivano 190 giorni. Sei mesi e mezzo dal momento della prenotazione a quello dell’ esame, un’ attesa inaccettabile oltreché ossessionante, soprattutto se vissuta con la spada di Damocle della paura di una malattia all’apparato digerente. A Cecina di giorni ne servivano addirittura 266, nove mesi, il tempo di un parto. Da questa settimana però il mondo è cambiato: per prenotare un’ eco­addome in città bastano tre giorni. Abbiamo provato ieri mattina chiamando il CupTel: richiesta del medico sfornata a mezzogiorno, telefonata al numero 0586/223333 del centro prenotazioni alle 12.30 ed esame proposto per martedì 16 gennaio. Viene da chiedersi: siamo a Livorno o in Svizzera? Siamo a Livorno, ma la regola vale anche a Cecina e a Piombino. La rivoluzione porta il nome di Open Access e si basa su due assi portanti: la riorganizzazione delle agende degli esami diagnostici e l’ utilizzo di cinque centri privati che nel 2018 affiancheranno l’Asl nella fornitura degli esami. Si tratta di Svs, Centro Sanitario di via March e Iradit in città, oltre al Centro Servizi Sanitari di via Donizetti a Cecina (all’ interno del quale operano Pubblica Assistenza, Avis e ancora la livornese Iradit) e B Medical Group di Venturina. Va dato onore al direttore generale dell’ Asl Maria Teresa De Lauretis di aver mantenuto l’ impegno che aveva preso sei mesi fa, quando annunciò l’ azzeramento delle liste di attesa. Una sfida che sembrava un azzardo e che invece è stata vinta. Va detto però che per adesso la rivoluzione riguarda soltanto l’ ecografia addominale, superiore, inferiore e completa, i tre esami diagnostici più comuni che rappresentano il 60% delle richieste. Dunque non cambiano i tempi di attesa delle altre prestazioni, che in alcuni casi erano anche più lenti di quelli dell’eco­addome: ad agosto, ad esempio, per un’ ecografia capo­collo servivano 221 giorni a Livorno, 197 a Piombino, 332 a Cecina. Per una alla mammella rispettivamente 150, 296 e 227 giorni. Questo sarà il prossimo step dello sviluppo dell’ Open Access che sarà via via allargato ad altri esami e prestazioni. A Pisa, dove la novità è stata introdotta un anno e mezzo fa, è successo esattamente così: prima l’ eco­addome, sei mesi dopo le ecografie al seno, tiroide e spalla. Fino ad arrivare la scorsa estate a fornire prestazioni a 72 ore massime anche per le visite specialistiche di oculistica, neurologia e otorino e addirittura per la Tac al torace. Il modello da seguire insomma c’ è e la prima settimana di sperimentazione sembra filata via nella maniera giusta. Tra un mese si potranno tirare le prime somme e fare eventuali correttivi, ma se l’ operazione è riuscita 20 chilometri a nord di Livorno non ci sono motivi per non replicarla qui. Un passo fondamentale sarà il coinvolgimento dei medici di famiglia, che nel progetto dell’ Asl dovranno gestire le prenotazioni per le prestazioni destinate ai pazienti cronici. Uno dei nodi della riorganizzazione delle agende è infatti la divisione tra prenotazione di “prime visite” e successivi approfondimenti. Intanto prendiamoci i lati positivi del paradosso di questi giorni: chi prenoterà un’eco­addome lunedì farà l’ esame molto prima di chi l’ ha prenotato lo scorso agosto…

Fonte: Il Tirreno Livorno

(Visto 105 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *