È Natale e al Noa scatta il “fermo bisturi”. Stop agli interventi programmati

Promozione per il policlinico di Carrara

La malattia – purtroppo – in ferie non ci va. Neppure a Natale fa pausa. Così, se le ferie non se le concede la malattia, non può concedersele – è la immediata conseguenza – neanche la sanità. Può, però, in tempi di alberi, presepi e mega pranzi in famiglia, riorganizzarsi. E lo fa, rallentando, fino ad interrompere, tutti gli interventi procrastinabili. Viene quindi ridisegnata l’attività chirurgia, quella rimandabile e non urgente. Insomma – per semplificare con l’esempio – chi arriva, Natale o non Natale, con una peritonite o un problema cardiaco e deve essere operato immediatamente, trova medici, infermieri, ferristi e sala operatoria aperta. E, del resto, non potrebbe essere diversamente. Cambia, invece, lo scenario per i cosiddetti interventi di elezione, quelli programmati e programmabili.
E cambia perché in quel settore l’attività rallenta in maniera importante durante le festività natalizie, indicativamente dalla vigilia alla Befana. Un rallentamento che si quantifica – il dato è di Giuliano Biselli, direttore dell’ospedale apuano – in una riduzione del 40% circa dei interventi.
La riduzione è dovuto non soltanto alle ferie di parte del personale sanitario, ma anche al fatto che molti pazienti, nel caso di patologie non gravi, preferiscono evitare di andare sotto ai ferri nel periodo natalizio. «Nei giorni scorsi – spiega proprio Biselli – abbiamo convocato un incontro e fatto il punto. Abbiamo calcolato che dal 24 dicembre alla Befana, i giorni lavorativi non sono più di sette o otto. E abbiamo deciso che in quei giorni lavorativi e intra-festivi saranno ridotti gli interventi in lezioni (programmati) di circa il 40%». Una riduzione che si traduce nella chiusura «della day, della week e della long surgery durante le festività natalizie». Con riapertura il 3 gennaio.
Quindi saranno “stoppati” tutti gli interventi – e conseguentemente i ricoveri – nella chirurgia che richiede un giorno (la day), una settimana (la week) o un più lungo periodo di permanenza in ospedale. Rallentamento dell’attività chirurgica e servizio garantito al 100% – parola del primario Alberto Conti – al pronto soccorso.
«Nonostante le festività – spiega il responsabile del reparto – noi proseguiremo con la copertura garantendo, come oggi, 5 medici al mattino, 5 il pomeriggio e 2 la notte con affiancamento di un terzo fino alla 24 , e oltre, se necessario». Certo è che il pronto soccorso durante le festività si trova a fare i conti con un quadro alquanto complesso con picchi massimi e picchi minimi negli accessi. Nei giorni di festa, Natale in primis, il numero di pazienti che si rivolgono al pronto soccorso cala drasticamente: «Vengono in pronto soccorso – motiva il primario – solo coloro che ne hanno realmente bisogno. Questo determina un calo degli accessi stimato tra il 10 e il 20%. Meno pazienti, ma con quadri clinici complessi e impegnativi».
Nel periodo natalizio, calano gli accessi nei giorni di festa, ma spesso aumentano negli altri. L’accavallarsi di festivi, pre festivi, sabati e domeniche fa sì che i medici di base possano essere assenti dal lavoro per più giorni. E il risultato è che in molti, anche per problemi non gravi, si affideranno al Pronto soccorso. «Il periodo più critico, proprio per l’ assenza dei medici di base, – a fare il punto è lo stesso Conti – sarà quello compreso tra il 21 e il 28 di dicembre. In ogni caso, nonostante festività e ferie, il pronto soccorso garantirà la presenza dei 5 medici il giorno e dei due – tre in caso di necessità – durante la notte». Uno sforzo perché – nonostante sul tema il primario non si pronunci – si rincorrono le voci di risorse ai minimi termini in pronto soccorso.

Fonte: Il Tirreno Massa-Carrara

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