Distretti sanitari, appello dei sindaci «Un progetto condiviso con Arezzo»

imgres-3Accorpamento dei distretti sanitari: il Casentino ribadisce il no alla Valtiberina, ma propone la fusione con Arezzo. Le due vallate «non si piacciono», ormai lo ha capito anche la Regione, che tuttavia non sembra arretrare nemmeno di un millimetro sul progetto di accorpamento dei distretti toscani. Se quindi non è possibile fare a meno di unirsi a qualcuno, i sindaci della vallata rivolgono un nuovo appello all’assessore regionale Stefania Saccardi, chiedendo la fusione con Arezzo, città considerata più vicina, non solo geograficamente.

«Per quanto riguarda Casentino e Valtiberina, non solo stiamo parlando di ambiti completamente diversi, ma anche di zone deboli che insieme non portano certo ad avere un territorio forte, anche e soprattutto per quanto concerne la rappresentanza politica ­ ha spiegato il presidente della conferenza zonale Daniele Bernardini ­ non possiamo assolutamente permetterci di andare verso una soluzione di lontananza dai gangli decisionali, proprio perché dobbiamo scongiurare che le zone montane rimangano ancora di più ai margini delle politiche sanitarie e dei tavoli decisionali».

E SULLE POSSIBILI soluzioni alternative, sempre nel caso in cui le decisioni sugli accorpanti siano le uniche possibili a livello regionale, i sindaci casentinesi precisano che «se proprio l’unione deve essere fatta, c’è unanimità sulla preferenza di accorparsi con il capoluogo di provincia». I primi cittadini casentinesi, accusati duramente dai comitati locali di essere complici del progetto regionale che prevede ingenti tagli alla sanità locale, sul tema della fusione dei distretti non intendono quindi mollare e non rinunciano ad imporsi anche su un altro aspetto, che riguarda i sub­ambiti. La richiesta dei sindaci è infatti quella di costituire sub ambiti, laddove vengono attivati gli accorpamenti, anche per mantenere la rappresentanza politica.

«Come più volte detto all’assessore regionale alla sanità, Saccardi, chiediamo che i sub­ambiti, in questa situazione di passaggio, vengano mantenuti ­ ha concluso Bernardini ­ la garanzia del loro mantenimento consente di gestire in modo migliore un momento di transizione come quello che stiamo attraversando».

Fonte: La Nazione Arezzo

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