Desideri: «Nulla viene modificato se non viene condiviso dal personale»

Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est

«Nulla viene modificato senza la condivisione e il confronto con i sindacati, anche in attesa degli indirizzi regionali». Non perde tempo il direttore generale dell’ Asl Toscana sud est Enrico Desideri per rispondere all’ attacco frontale dei sindacati dei medici, che annunciano il corpo a corpo sulle questioni in sospeso legate all’ Emergenza­urgenza in area vasta, ma soprattutto a Grosseto. La risposta arriva da Arezzo, a stretto giro di posta. «L’ unica cosa che l’ Azienda farà subito è l’ incremento delle Blsd nelle province di Grosseto e Siena, con una spesa annua di 650mila euro» precisa Desideri. Desideri fissa poi cinque punti fermi nella piattaforma di dialogo con i medici (prossimo incontro mercoledì 5 luglio): l’ importanza dell’ integrazione tra ospedale e territorio, la centralità del medico, ferma restando l’ insostituibilità dell’ infermiere; la volontà di ridefinire insieme il fabbisogno di medici e di infermieri nel prossimo triennio; l’ abbattimento del precariato, che non garantisce né i professionisti né i cittadini; la garanzia di maggiori tutele assicurative ai medici. «Dall’ inizio dell’ anno i medici nel settore Emergenza­urgenza ­ prosegue Desideri ­ sono aumentati di cinque unità; inoltre è partita una procedura per l’ incremento di altri quindici medici; da settembre­-ottobre sarà attivata un’ ulteriore procedura di mobilità per otto medici in più». Nella lotta alla precarietà, l’ Azienda ricorda che sono già stati stabilizzati quindici medici senza spostarli dalla loro sede di lavoro e che la Regione Toscana ha dato avvio a procedure di stabilizzazione per i medici convenzionati. Queste riguardano anche venti professionisti convenzionati con l’ Asl Toscana sud est. Desideri ricorda infine i molti primati che vengono riconosciuti a livello internazionale all’ area vasta Sud Est, «dovuti ai nostri medici e ai nostri infermieri, alla loro passione, senza la quale non saremmo in gradi di mantenerli e incrementarli». La sensazione, però, è che stavolta non basteranno le parole (dolci) del dg a far indietreggiare i medici in agitazione.

Fonte: Il Tirreno

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