Dalle cliniche convenzionate pioggia di ricorsi contro i tetti

I privati contro la delibera di Rossi

Pioggia di ricorsi al Tar contro la Regione da parte delle cliniche convenzionate toscane. Pur muovendosi con interessi diversi, tutti i privati della sanità che fanno attività di ricovero si sono rivolti al tribunale amministrativo regionale perché blocchi la delibera dell’assessorato sui tetti. Sono almeno una dozzina i ricorsi presentati lunedì contro la decisione di mettere un tetto unico alle prestazioni che i privati possono fare in convenzione per i cittadini toscani e per quelli di altre regioni. Lo scontento delle proprietà è nell’aria fin dai giorni della pubblicazione della delibera e in realtà ci sono ancora tavoli aperti in presidenza per arrivare una soluzione.
Intanto però si va allo scontro giudiziario. Non è detto che i privati la spunteranno. C’è un precedente che non depone a loro favore. Si tratta della recente decisione proprio del Tar su un caso specifico, quello di Arezzo. Lì le
cliniche avevano già fatto un ricorso contro una delibera dell’azienda sanitaria Sud – Est nella quale praticamente già si prendeva una decisione simile a quella poi adottata dall’assessorato. Ebbene, dopo l’estate il tribunale ha dato ragione alla Asl. Ora sarà coinvolto il Consiglio di Stato.
Vedremo ora cosa si deciderà su questi nuovi ricorsi visto che la situazione aretina ha delle particolarità segnalate pure dalla Corte dei conti. Le cliniche non hanno gradito la delibera, durante la cui stesura, sostengono, non sono state consultate. Forma a parte, è il merito a far scendere sul piede di guerra i privati. La Regione ha infatti deciso che non possono superare gli incassi del 2017. Il problema riguarda l’attività per i pazienti che provengono da fuori Toscana. Per loro fino ad ora, infatti, non c’era un tetto massimo di lavoro.
Chi più attraeva malati per prestazioni di alta specialità, e di conseguenza più lavorava, più guadagnava. L’unico tetto era quello per l’ attività svolta in favore della Toscana. Adesso cambia tutto nel senso che non esiste più una differenza basata sulla provenienza dei pazienti. Il tetto massimo è appunto quello dell’intero fatturato in convenzione dell’anno 2017. In questo modo alcune realtà, quelle che lavoravano molto per gli esterni, non potranno crescere di più. 9 gennaio 2019 Quelle che invece svolgevano attività prevalentemente per i toscani si sentono penalizzate malgrado abbiano seguito le indicazioni della loro Asl in questo senso, in particolare della Toscana Centro. Nel capoluogo infatti, sono stati rispettati i tetti previsti dalla spending review.

Fonte: La Repubblica Firenze

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