Dal Pd fuoco incrociato sulla Asl. Dindalini: Saccardi venga a spiegare

Enrico Desideri, direttore generale Asl Toscana sud est

E’ un fuoco concentrico che parte dal Pd contro l’ Asl di area vasta. Dopo la piccata risposta del direttore generale Enrico Desideri alle critiche del capogruppo consiliare Luciano Ralli («ha perso la passione per la medicina»), ecco che lo stato maggiore del partito si è schierato senza esitazioni a fianco dello stesso Ralli. Prima l’ ex consigliere Agnolucci e la senatrice Mattesini, adesso pure il segretario provinciale Massimiliano Dindalini. «Le questioni poste da Ralli ­ diece Dindalini ­ sono reali e non possono essere liquidate con una battuta nemmeno troppo azzeccata. Si tratta di temi da affrontare e io ne aggiungo anche altri, come la carenza dei posti letti negli ospedali della provincia e la necessità di una manutenzione straordinaria del San Donato che sta accusando il peso degli anni. Senza dimenticare la faccenda della medicina nucleare, ben lungi dall’ essere risolta». Il tutto, secondo Dindalini, è in stretta relazione con la costituzione della Asl di area vasta. «Mi pare ­attacca ancora ­ che qui si pensi solo a organizzare la gerarchia e ci di dimentichi del front office, del contatto con la gente. Non ho nulla contro l’ area vasta ma ora devono dimostrarci che questo è il modello giusto. E non lo dimostrano distribuendo gli incarichi, ma organizzando i servizi alle persone, riducendo le liste di attesa, tagliando le code, eliminando quelle criticità ottimamente evidenziate da Luciano Ralli. Mi permetto anche di sottolineare l’ assenza in questo dibattito, che coinvolge tutti gli ospedali della provincia, del presidente della conferenza dei sindaci Ghinelli». Dindalini non si ferma: «Dalle vostre colonne invito pubblicamente l’ assessore regionale Stefania Saccardi a venire qui ad Arezzo per spiegarci cosa sta succedendo, ci illustri i problemi incontrati, ci dica come si intende affrontare le questioni sanitarie quotidiane ma anche la strategia complessiva che sottintende al modello di area vasta. Lo ripeto ancora: nulla contro, ma il modello lo hanno individuato e adesso dimostrino che la scelta è stata giusta. Ne va del nostro sistema sanitario, fin qui di eccellenza ma che deve rimanere tale».

Fonte: La Nazione Arezzo

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