Cup, nuovo gestore e stipendio ridotto. Il centralino sciopera

A Grosseto lavoratori Cup in agitazione

Niente più quattordicesima né ore straordinarie in busta paga. Il gestore del servizio di call center del Cup dell’ Asl Toscana sud est, per la provincia di Grosseto, cambia e, nel cambio, le lavoratrici del call center, che ha sede ad Arcidosso, ci rimettono bei soldi. Motivo per cui domani incrociano le braccia.Lo sciopero è stato indetto dalla Fisascat Cisl. Di recente il contratto di gestione del servizio è scaduto. L’Estar ha indetto una nuova gara e l’appalto è stato vinto dal Cns – Consorzio nazionale servizi società cooperativa, di cui fanno parte Coob e Sintesi società cooperativa sociale onlus. Cns va a sostituire l’attuale gestore, la Sds di Taranto, titolare del servizio da molti anni. Nel cambio di gestore, però, cambia anche il contratto. E c’ è grande preoccupazione per il futuro delle dipendenti che, appunto, prestano servizio in appalto per il Cup. Ci sono anche dipendenti assunte a 15 ore, che senza straordinari e quattordicesima, avrebbero uno stipendio davvero misero. «Anche in rottura con le altre organizzazioni sindacali – spiega Simone Gobbi di Fisascat Cisl Grosseto – vogliamo rivendicare il principio che non si possono sottoscrivere accordi peggiorativi della situazione dei lavoratori. Con il nuovo appalto affidato da Estar, infatti, dal 1° agosto i lavoratori del call center perderanno il contratto di multiservizi, per acquisire quello delle cooperative e questo per noi è inaccettabile». Con il contratto multiservizi le lavoratrici avevano diritto alla quattordicesima, e le ore degli straordinari venivano pagate con una maggiorazione del 28%. Con il nuovo contratto della cooperativa sociale niente quattordicesima, e le ore di straordinario saranno accumulate in una banca ore che verrà gestita dalla stessa cooperativa come ore di riposo delle dipendenti. La Fisascat Cisl specifica, appunto, che «ad aggiudicarsi l’appalto è stata una cooperativa sociale e infatti, quello che sarà in essere dal 1° agosto è il contratto delle cooperative sociali.
Per noi – sottolinea Gobbi – una tipologia di contratto assolutamente inadatta, considerando, oltre tutto che i lavoratori del Cup, in questo periodo stanno facendo molto lavoro straordinario per recuperare i servizi sospesi nel periodo di lockdown e non è accettabile che non si vedano riconosciute dal punto di vista economico queste ore di lavoro in più. Insomma, denunciamo che questo cambiamento avrà pesanti ripercussioni sul bilancio familiare di queste lavoratrici. Speriamo, quindi, che la cooperativa vincitrice faccia un passo indietro e mantenga in essere almeno il contratto attuale, quello della Multiservizi. È vero che con il meccanismo dell’armonizzazione si potrebbe bilanciare un po’ la perdita economica nel passaggio dall’attuale al nuovo contratto, ma non ci sembra accettabile».
Mentre la Cisl (Fisascat, Funzione pubblica e segreteria generale) è compatta e unita su questa vicenda, ribadendo anche a livello di trattativa regionale queste ragioni e decidendo di non sottoscrivere l’accordo con il nuovo gestore del servizio, gli altri sindacati hanno posizioni non omogenee. «La complessità della vicenda è evidente anche dal fatto che nelle altre organizzazione sindacali non ci sia unitarietà. Noi, però, siamo sicuri che la strada che abbiamo intrapreso è quella che tutela i lavoratori», sottolinea Gobbi. Dunque domani le lavoratrici impiegate nel servizio di call center incroceranno le braccia, pur consapevoli di creare un forte disagio ai cittadini. Dal canto suo l’Asl interviene con un nota: «L’Azienda non comprende le motivazioni di tale decisione (lo sciopero) in quanto è stato raggiunto un accordo quadro regionale che definisce ogni forma di tutela per il personale del servizio in vista del passaggio dell’appalto ad altra ditta. Già dal 1° luglio il sistema era pronto per partire con il nuovo appalto, ma a seguito delle rivendicazioni dei dipendenti della ditta attuale, la Asl ha aspettato e posticipato la data di avvio. Tuttavia, alla luce delle esigenze di servizio e nell’interesse dei cittadini, non è più possibile attendere». Con la nuova gestione, spiega l’Asl, saranno aumentate le postazioni degli operatori con un incremento delle ore di attività a 10 al giorno.

Fonte: Il Tirreno Grosseto

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