Cup, cittadini a caccia di esami. Mesi di attesa per un controllo

Il vero nodo della sanità toscana

Esami lumaca e costi in molti casi pari a quelle delle strutture a pagamento. Il giorno dopo l’indagine del Tirreno che ha messo a confronto costi e tempi del pubblico e del privato sulle prestazioni più comuni siamo andati al Campo di Marte per toccare con mano le lunghe attese a cui sono sottoposti i cittadini. La notizia è che molti non immaginano che su alcune prestazioni e in determinate fasce di reddito i prezzi del privato siano molto vicini, a volte addirittura più convenienti, di quelli del pubblico. È il caso di moc, ecografie, elettrocardiogramma, analisi di sangue e urine. A cadere dalle nuvole, ad esempio, è il signor Enrico che è venuto al Cup del vecchio ospedale per prenotare una mammografia alla moglie: «Sto aspettando che mi chiamino, vediamo per quando mi danno appuntamento». Gli facciamo notare che secondo il monitoraggio dell’Asl del 30 novembre per una mammografia bilaterale c’è da aspettare 132 giorni e la spesa (48 euro + 10, 20 o 30 euro a seconda della fascia di reddito) non è molto dissimile da quella di alcuni istituti privati dove il costo oscilla tra i 50 e i 75 euro. «Faccia vedere – dice mentre gli mostriamo la tabella del confronto – In effetti spenderei più o meno la stessa cifra, ma in queste strutture farei l’esame in un tempo massimo di 3 giorni. Davvero non lo immaginavo».
Seduta davanti al signor Enrico c’è Elisabetta che è a dir poco infuriata: «Scrivetelo come funzionano le cose – dice – È da primavera che devo sottopormi a una onicectomia per un’unghia incarnita ma devo aspettare ancora: vogliono capire se sono allergico al lattice. Io intanto non riesco più a camminare».
Un signore che ha appena prenotato una visita al Cup, vedendoci parlare di attese, si avvicina: «Guardi – ci dice – mostrando il foglio dell’appuntamento: devo fare una visita urologica e me l’hanno fissata per il 19 aprile, 101 giorni di attesa. Non pago perché ho l’esenzione ma le sembra normale aspettare tanto?». Col pubblico i tempi sono lunghi. Si sa, ma non sempre l’attesa si porta dietro un risparmio, anche se non è questo il caso.

Affidarsi al privato
«Guardi che le macchine che usano nel privato non sono mica “buone” come quelle dell’ospedale», obietta un anziano in sala d’attesa. E qui viene fuori un pregiudizio che però è smentito dai fatti. Perché è proprio il pubblico che sempre più spesso si affida a strutture private convenzionate per alleggerire i carichi di lavoro e tagliare le liste d’attesa. E in futuro quella delle esternalizzazioni sarà una strada sempre più battuta. Pertanto può capitare che un esame prenotato al cup dell’Asl venga poi svolto gratuitamente in una struttura privata convenzionata. A Lucca questo sistema è già in atto: clinica Barbantini, il Check-up, il Centro medico Martini e altri sono già convenzionati. Ogni anno l’Asl affida loro circa 5.000 prestazioni per ridurre le liste d’attesa.

Le soluzioni
Resta il fatto che quella della dei tempi è una ferita aperta sulla pelle dell’Asl, come ha ammesso anche l’ex dg Maria Teresa De Lauretis nella sua ultima intervista al Tirreno: «Le liste d’attesa sono l’anello debole che getta un’ombra sul sistema sanitario migliore al mondo». Per risolvere il problema, oltre alle esternalizzazioni, da dicembre le aziende sanitarie hanno sviluppato una serie di azioni. Con una delibera approvata nel corso di una delle ultime sedute dell’anno, la giunta regionale ha recepito i piani “taglia attese” delle singole aziende, impegnando ciascuna a realizzare gli interventi programmati, con un investimento notevole (oltre 23 milioni tra interventi chirurgici e prestazioni ambulatoriali a livello regionale). Lo si fa ricorrendo all’attività aggiuntiva dei professionisti, unica maniera – come ha ricordato l’assessore regionale Stefania Saccardi – per risolvere la problematica. A Lucca, ad esempio, da dicembre Tac e Pet si fanno fino alle 22 di sera e perfino il sabato mattina. Anche su altre prestazioni si sta intervenendo allo stesso modo e in effetti i tempi d’attesa stanno migliorando, in particolare su alcuni esami e visite, come risonanze magnetiche, tac, ecografie (con più esami per i percorsi dedicati Cord), visite di chirurgia generale, visite dermatologiche, visite oculistiche, visite otorinolaringoiatriche, visite ortopediche, visite urologiche, visite cardiologiche, visite neurologiche. Un esempio: secondo le rilevazioni dell’Asl, a settembre per fare un’ecografia all’addome occorrevano 110 giorni, mentre adesso ne bastano 13. Il miglioramento quindi c’è stato. Sul fronte dei costi la buona notizia riguarda l’abolizione del contributo di digitalizzazione: la Regione Toscana ne ha annunciato l’abolizione a partire da aprile.

Fonte: Il Tirreno Lucca

(Visto 59 volte, 1 visite giornaliere)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *