Crisi e concorrenti privati: nelle Asl ticket giù del 15%

Stefania Saccardi, assessore regionale alla Sanità

Un calo marcato, che tra il 2015 e il 2016 è diventato ancora più importante. I toscani consumano meno sanità e la Regione riduce gli incassi da ticket. In quattro anni i soldi entrati nelle casse delle Asl sono diminuiti del 15%. Su quale possa essere il motivo del fenomeno ci sono più interpretazioni e arrivare a una certezza non è facile. Forse le cause sono più d’ una tutte insieme: crisi, privato concorrenziale, maggiore appropriatezza delle prescrizioni. In base ai dati diffusi da Agenas, l’ Agenzia sanitaria delle Regioni, la Toscana nel 2012 incassava dal ticket per la specialistica, cioè quello su visite, esami, analisi e pronto soccorso (e non sui farmaci) 153 milioni di euro. La cifra è scesa a 142 nel 2013, 141 nel 2014 e 137 nel 2015. E fin qui si è visto un calo del 10,6%, superiore di oltre un punto percentuale alla media italiana. Ma il crollo c’ è stato anche nel 2016, quando si è scesi a circa 130 milioni, come dicono questa volta i dati della stessa Regione Toscana cioè a circa il 15% in meno rispetto all’ anno 2012. Il tutto con le tariffe dei ticket che nel periodo considerato non sono cambiate. Cosa è successo allora? Certamente la crisi ha portato a una contrazione anche dei consumi sanitari e allo spostamento di alcuni cittadini nella categoria di esenti per reddito. Va ricordato che per non pagare i ticket bisogna avere meno di 6 o più di 65 anni e un reddito familiare inferiore ai 36mila euro. Inoltre ci sono alcune categorie di persone, come disoccupati o chi ha da poco perso il lavoro, ai quali viene riconosciuta comunque questo tipo di esenzione. Inoltre la Regione ha ormai da tempo annunciato di vedere di buon occhio lo spostamento di certi pazienti verso il privato, per prestazioni come visite e soprattutto diagnostica. A suo tempo il governatore Enrico Rossi aveva promosso un accordo con chi eroga questo tipo di prestazioni fuori dal sistema, in particolare le realtà del volontariato come Misericordie e Pubbliche Assistenze. Se un cittadino si sposta per fare un’ ecografia oppure una risonanza, anche perché presso i privati si aspetta meno e se non si è esenti si spende più o meno quanto il costo del ticket, poco male. Anzi, si ipotizzò pure di concordare un tariffario comune e addirittura gestire le prenotazioni attraverso le Asl. Da quel punto di vista non si è andati molto avanti, nel senso che si è continuato a collaborare formalmente solo con le realtà convenzionate, ma è un fatto che con l’ arrivo dell’ assessora alla Sanità Stefania Saccardi i rapporti con il privato sociale sono diventati ancora migliori. E quindi la linea di vedere con favore lo spostamento dei pazienti per cose non gravi è rimasta tale. Ma i fenomeni già descritti hanno probabilmente a che fare con gli anni passati, nel senso che hanno innescato il calo di prestazioni e di conseguenza di incasso dai ticket. Quello che è successo tra il 2015 e il 2016, e cioè il calo anno su anno del 5%, potrebbe aver a che fare, almeno così pensano negli uffici regionali, con l’ appropriatezza. All’ inizio dell’ anno scorso il ministero alla Sanità aveva preparato il cosiddetto “decreto appropriatezza”, cioè un atto che prevedeva una serie di prestazioni sanitarie a rischio di prescrizione non corretta, nel senso che spesso non servirebbero davvero al paziente. Quel provvedimento è saltato tra le polemiche dei vari sindacati medici, che lo hanno attaccato perché ledeva la loro autonomia prescrittiva e perché nella parte finale prevedeva delle sanzioni per chi non lo rispettava. Malgrado questo, ritengono sempre in Regione, l’ atto ha prodotto un effetto sui professionisti e quindi anche sui pazienti, spingendoli a comportamenti più appropriati. Questo fenomeno, insieme a crisi e passaggio al privato a causa di ticket e liste di attesa, sarebbe alla base del calo di prestazioni sanitarie erogate dalle strutture toscane in questi anni. La riduzione degli introiti dal ticket da una parte rappresenta comunque un calo di risorse per una Regione che in questi ultimi anni sta facendo di tutto per non finire con i bilanci in rosso. Ovviamente i soldi non sono tanti, ma in un periodo come questo tutto viene considerato utile per dare respiro alle casse della sanità. Poi c’ è un’ altra questione. Se verrà davvero confermato che i toscani consumano meno, andrà ripensata nel tempo anche l’ offerta. Per farlo comunque è presto, visto che ancora esistono lunghe liste di attesa in vari campi, ad esempio in uno che non ha però a che fare con i ticket come la chirurgia. È di pochi giorni fa la notizia che l’ azienda sanitaria Toscana Centro ha circa 20mila cittadini che aspettano una chiamata che li convochi per l’ intervento chirurgico.
Un altro dei fattori potrebbe essere l’ appropriatezza delle prescrizioni.

Fonte: La Repubblica Firenze

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