Cosa non va al San Luca

Il pronto soccorso si tiene saldamente in testa alla hit delle criticità del San Luca, anche in questi ultimi giorni. Ma anche il blocco chirurgico. Poi malattie infettive. E, ultimo solo in ordine in tempo, il laboratorio analisi. I sindacati Cgil Cisl e Uil scrivono all’ azienda lanciando l’ sos su questi specifici settori. «Per sottrazione, mi devono spiegare cosa resta che davvero funziona», dice Giovanna Lo Zopone, segretario generale Fp Cgil. Il laboratorio analisi, secondo anche Cotrozzi di Cisl, soffre di un carico di lavoro sproporzionato rispetto alle proprie potenzialità. E’ al laboratorio analisi lucchese, infatti, che fanno riferimento quelli delle altre ex Asl attualmente nell’ organizzazione di area vasta. Si tratta delle ex aziende Asl 1 di Massa e Carrara, 5 di Pisa, 6 di Livorno, 12 della Versilia e, naturalmente, 2 di Lucca. Tutte diventate un’ unica entità, confluendo nella maxi «Azienda Usl Toscana nord ovest». Negli intenti gli effetti dell’ accorpamento dovevano essere quelli di razionalizzare servizi e risorse (in questo ordine?), invece le ripercussioni sono ben altre. «Il laboratorio di analisi è l’ esempio della cattiva organizzazione ­ attacca Luciano Cotrozzi ­ , con il problema della carenza di personale non si può pensare di assorbire tutta l’ utenza delle ex Asl. Disservizi, ma anche errori, sono dietro la porta se non già “in casa”». Anche il pronto soccorso, in termini più attenuati rispetto a qualche tempo fa, mostra il fianco. Il personale denuncia anche 10 ­ 12 barellati in contemporanea in reparto. La scelta sbagliata secondo le organizzazioni dei lavoratori, in questo caso, è stata quella di depennare gli Oss, operatori socio sanitari. «Il pronto soccorso è un reparto che se non gestito al meglio, rischia di sommare tutte le criticità dei reparti ospedalieri, perchè ne è una sintesi ­ spiegano i sindacati ­. Lì i pazienti mangiano, devono essere accuditi e puliti. Tentare di assolvere tutti questi campiti soltanto con il contingente degli infermieri è utopia». «Il problema è che l’ azienda sanitaria anche relativamente a queste segnalazioni ­ dichiarano Cisl e Cgil ­ non ci ha dato risposte. Forse non ce la fa perchè siamo troppi in questa maxi Asl, forse i problemi sono troppi. Allora però occorre fare una seria autocritica e ammettere che questo sistema non funziona. Perchè il punto è esattamente questo». «In più ­ continuano le organizzazioni ­ le risorse sono sempre più convogliate verso la sanità integrativa. Quindi è normale che ne resti sempre meno per la sanità pubblica. Fare due più due non è difficile. E i silenzi non ci aiutano».

Fonte: La Nazione Viareggio

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